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le reazioni 

«Diceva di volere il giudizio ma poi ha fatto il contrario»

PESCIA. «Ho accolto con grande soddisfazione l’udienza fissata il 6 giugno per decidere il mio eventuale rinvio a giudizio: così finalmente avrò modo di confrontarmi, prove alla mano, coi giudici e...

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PESCIA. «Ho accolto con grande soddisfazione l’udienza fissata il 6 giugno per decidere il mio eventuale rinvio a giudizio: così finalmente avrò modo di confrontarmi, prove alla mano, coi giudici e dimostrare la mia innocenza», firmato Oreste Giurlani. Parole espresse più volte dall’ex sindaco negli ultimi giorni e che figurano nero su bianco su uno dei tanti volantini elettorali che circolano in vista del voto di domenica. E le reazioni al rinvio deciso ieri dal Gup, i competitor alle elezioni hanno ricordato quel ploclama, che aveva di fatto creato nell’immaginario collettivo la convinzione di volere uscire quanto prima possibile “pulito” dalle accuse di peculato che pendono come una spada di Damocle, non solo sul capo dell’ex primo cittadino, ma di un’intera comunità.

«In merito agli aspetti giudiziari non entro – è stato il commento della segretaria e candidata a sindaco del Pd pesciatino Elisa Romoli – come cittadino, infatti, ha tutto il diritto di tutelarsi, ma dal punto di vista politico quanto è accaduto non sposta di una virgola la questione relativa all’opportunità di candidarsi. E non posso fare a meno di rilevare la discrepanza tra quanto va dicendo in giro alle persone e quanto scaturisce dalle sue azioni».

È stato lo stesso avvocato di Giurlani, infatti, a richiedere il rinvio dell’udienza. «Ha voluto prender tempo – è stato il commento del candidato per il M5S Marco Ardis – ma non credo che influenzerà il risultato elettorale. Forse dimostra il suo poco coraggio e l’incoerenza rispetto a quanto finora ha pubblicamente dichiarato».

Anche il candidato del centrodestra Francesco Conforti rileva la dissonanza ma attacca anche Uncem, Anci, Regione e il commissario prefettizio. «Di quanto avvenuto ieri a me, e credo ai pesciatini, interessa anche chi latitava. Nessuna costituzione di parte civile. Non l’Uncem, non l’Anci, non la Regione Toscana. Evidentemente non si sentono parte offesa, oppure la fifa ha avuto la meglio. Brillava pure per assenza il Comune di Pescia. Mi piacerebbe che il commissario si degnasse di darci lumi circa il parere legale da lei stessa richiesto in data 30 Maggio (vedi articolo a sinistra), e che magari, essendo questo immediato ed urgente, oltre che pagato con denaro pubblico, se ne conoscesse il responso. Conoscenza che ritengo dovuta per capire se il Comune non deve ritenersi parte offesa, oppure se la costituzione in giudizio debba essere fatta successivamente, e se si, per quali motivazioni».

Maria Salerno

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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