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A luglio il via ai lavori dei due nuovi invasi per salvare il Padule
La presentazione dei lavori alla Dogana del Capannone con il sindaco Galligani e l’assessore regionale Fratoni
PONTE BUGGIANESE. «Dopo tanti anni e un percorso difficile, pieno di ostacoli, possiamo finalmente annunciare l’inizio dei lavori per la salvaguardia e la tutela del Padule di Fucecchio». L’annuncio è arrivato ieri, nel luogo simbolo del Padule, la Dogana del Capannone, dalla voce del sindaco di Ponte Buggianese Pier Luigi Galligani e dell’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni, visibilmente emozionati e soddisfatti di poter mettere un punto a una vicenda annosa e complicata.
La realizzazione di interventi volti a mantenere l’acqua nella zona umida per preservarne la vita e l’ecosistema è una necessità sentita da diversi anni. Il naufragio del primo progetto sul sistema di depurazione in Valdinievole (che prevedeva lo scarico di acque depurate in Padule), la nascita del successivo progetto, che oggi rientra nel più vasto accordo del cuoio, e i vari stop subiti da quest’ultimo hanno però fatto slittare ripetutamente l’inizio di questi interventi. Questa però pare sia la volta buona. Eliminati tutti gli ultimi ostacoli che riguardavano l’acquisizione di alcuni terreni e la movimentazione dei sedimenti, potrà finalmente essere aperto il cantiere.
La data prevista è quella del 16 luglio (non prima a causa delle normative stringenti sul Padule). I lavori consisteranno nella realizzazione di due invasi, uno a Larciano in località Castelmartini, l’altro a Ponte Buggianese nell’area denominata Il Coccio. Ad avere la precedenza sarà proprio il secondo.
La realizzazione di questi due invasi permetterà di avere una riserva di acqua in Padule per il periodo estivo evitando le secche. «La necessità di preservare il Padule – spiega l’ingegnere Matteo Bonfanti del Consorzio di Bonifica Basso Valdarno – è fondamentale per la sicurezza di tutta l’area della Valdinievole.
L’area umida rappresenta una cassa di espansione che raccoglie le acque di tutti i territori circostanti impedendo allagamenti ed esondazioni. Allo stesso tempo la preservazione del Padule consente di tutelare un patrimonio naturalistico di fama internazionale, con specie rare di animali e di piante».
L’invaso di Castelmartini avrà una lunghezza di circa 240 metri e un’altezza di 4,5 metri e potrà contenere fino a 140mila metri cubi di acqua. Per realizzare l’invaso del Coccio, che arriverà a contenere 34mila metri cubi di acqua, verrà invece scavata un’area già depressa per ulteriori due metri di profondità. A questi due grandi interventi ne seguiranno altri che riguarderanno l’intera area palustre e che permetteranno all’acqua di fluire attraverso i 12 sottobacini presenti. Il costo totale delle opere è di 5 milioni di euro, tutti soldi erogato dalla Regione.
La durata dei lavori è stata calcolata in circa 3 anni. Ad eseguire i lavori sarà la ditta Fea Srl di Castelfranco Emilia che si aggiudicata la gara con il 33% di ribasso, concorrendo con altre 197 offerte.
«Voglio ringraziare il Consorzio di Bonifica – ha concluso Federica Fratoni - gli amministratori locali, i tecnici, i proprietari dei terreni perché è solo grazie alla pazienza e alla collaborazione di tutti che oggi possiamo finalmente partire con questa importante opera».
Francesca Maltagliati
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