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Intervento chirurgico lampo: turista strappato alla morte

Intervento chirurgico lampo: turista strappato alla morte

Ha funzionato la sinergia tra 118, medici del pronto soccorso di Pescia e chirurghi vascolari del San Jacopo di Pistoia

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MONTECATINI. Ha funzionato la sinergia tra 118, medici del pronto soccorso di Pescia e chirurghi vascolari del San Jacopo di Pistoia per salvare la vita ad un paziente olandese in vacanza a Montecatini, affetto da un raro aneurisma dell’aorta addominale ed operato in urgenza. Adesso il turista è ritornato nel suo Paese, insieme alla moglie e al figlio e salutando i sanitari ha detto: «Grazie a tutti, abbiamo molto apprezzato i vostri standard assistenziali».

W.F., 72 anni portati bene, era nel Camping Belsito della città termale quando è stato colto da forti dolori addominali. L’uomo del peso di oltre 120 chili e con un’altezza sul metro e novanta, è stato immediatamente trasportato al pronto soccorso di Pescia e subito sottoposto ad una ecografia, che evidenziava un aneurisma di 14 centimetri per 12, che aveva completamente dilatato il vaso arterioso e insidiava altri organi, mettendo in pericolo di vita il paziente.

Mentre veniva disposta, l’immediata esecuzione della Tac con mezzo di contrasto, il direttore del pronto soccorso, dottor Fabio Daviddi, si metteva in contatto telefonico con il chirurgo vascolare di Pistoia, il dottor Giovanni Pascale. Fondamentale la trasmissione a distanza ed in tempo reale delle immagini dellaTac ed il consulto tra i due medici, che decidevano di allertare nuovamente il 118 e procedere con l’immediato intervento chirurgico.

Mentre il paziente veniva trasferito da Pescia a Pistoia, l’équipe chirurgica vascolare diretta dal dottor Pierfrancesco Frosini era già ad attenderlo in sala operatoria. Dove, oltre a Frosini e Pascale, erano pronti i dottori Alfredo Sabato e Giulia Bassoli, gli anestesisti Chiara Bondi e Francesca Biagini, la strumentista Elisa Zanetti e gli infermieri Gianluca Barontini, Elisa Virano e Monica Pozzi.quipe che, se il paziente fosse risultato intrasportabile, si sarebbe trasferita a Pescia.

Il paziente è stato sottoposto ad un complesso e delicato intervento con il quale è stato rimosso il voluminoso aneurisma dell’aorta e asportato un altrettanto enorme trombo. Da evidenziare anche l’utilizzo del recupero ematico intraoperatorio per autotrasfusione.



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