Il Tirreno

Montecatini

Mercato, parte il progetto di “sicurezza partecipata”

di David Meccoli
Mercato, parte il progetto di “sicurezza partecipata”

Al via a Montecatini l’esperimento di Confesercenti contro borseggi e abusivi Ogni giovedì davanti allo stadio ci saranno bancarelle e “controllori” volontari

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MONTECATINI. «Il mercato torni a essere un ambiente popolare, uno spazio di vita sociale (oltre che commerciale) per la comunità, un’area della gente e per la gente». È con questi obiettivi che ha preso ieri il via il progetto “Mercato sicuro”, coordinato dalla Confesercenti e condiviso dall’amministrazione comunale. La strategia per ottenere questi risultati fa leva sulla “sicurezza partecipata”. Lo scopo è mettere fine a quattro aspetti che minano dall’interno la tranquillità dell’evento settimanale (il giovedì nel piazzale antistante lo stadio): borseggio, abusivismo, accattonaggio molesto e taccheggio.

A tal fine è stato creato un gruppo WhatsApp ( “Montecatini mercato sicuro”) al quale si sono già iscritti i primi 8 operatori (che a breve disporranno di segni distintivi cui fare riferimento), volontari (Associazione nazionale carabinieri, Associazione nazionale polizia di Stato, Associazione guardie nazionali della natura, che a turno saranno presenti ogni giovedì) e polizia municipale (che potrà conoscere in tempo reale ogni fatto rilevante e valutare eventuali interventi). L’iniziativa è nota anche alle forze dell’ordine, che possono così assicurare la loro presenza al verificarsi dell’esigenza (e il progetto è stato già discusso all’interno del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, alla presenza del prefetto).Sempre al mercato, poi, sono in funzione due telecamere di videosorveglianza.

«Sicurezza e lotta alla microcriminalità – dice Carlo Corbinelli, generale dei carabinieri in pensione e consulente di Confesercenti – sono strettamente legate alla dissuasione. È in questo contesto che si combatte ogni forma di degrado. E si tratta di soluzioni che non possono più essere calate solo dall’alto, ma serve la collaborazione di tutti, attraverso una coesione sociale troppo spesso venuta meno negli ambienti urbani. Osservazione, rilevazione e comunicazione sono le tre parole d’ordine: il primo controllo del territorio, infatti, lo fa il cittadino».

Il resto lo farà l’esperienza degli operatori, “avvezzi” a capire se c’è qualcosa di strano che sta per accadere. «Qualsiasi azione di disturbo al regolare svolgimento del mercato sarà posta all’attenzione del gruppo», dice Maurizio Innocenti, presidente nazionale dell’Anva (l’associazione degli ambulanti aderente a Confesercenti) e lui stesso titolare di un banco a Montecatini. «Una bella iniziativa, cercheremo di fare la nostra parte per un mercato migliore e senza degrado», aggiunge un altro altro operatore, Daniele Cherubini. Un mercato che, come dice l’assessore alle attività produttive Helga Bracali, «merita tutta la nostra attenzione».

Montecatini rappresenterà una sorta di laboratorio per la Toscana e il resto d’Italia: il progetto, ora in fase sperimentale, sarà esportato anche in altre realtà a partire da Firenze.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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