Il Tirreno

Montecatini

Piccolo grande Franci: il Messi delle bocce trascina il Montecatini

Roberto Grazzini
Franci con la squadra Toscana di bocce dopo aver conquistato il titolo juniores
◗
Franci con la squadra Toscana di bocce dopo aver conquistato il titolo juniores

Già in serie C a 14 anni, a 18 è campione toscano juniores. Ora l’atleta più giovane porta l’Avis alla salvezza in serie B

4 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Quando all’inizio entrava timidamente sulle corsie, i vecchi mestieranti delle bocce, squadrandolo, accennavano il tipico sorrisetto di supponenza, se non di scherno. Bastavano un paio di accosti millimetrici e di chirurgiche bocciate ed il ghigno spariva, lasciando il posto a preoccupati sudori freddi. La storia del piccolo grande Matteo Franci, il Messi delle bocce, inizia dalla periferia di Sesto Fiorentino.


Come tutti i ragazzini prova a tirare qualche calcio al pallone di cuoio ma capisce che non è il suo sport. Regge poco i contrasti e quella distesa verde con pali e traverse gli pare immensa. A capire l’impasse di Matteo è il perspicace nonno Ivano che, oltre all’amore smisurato per l’adorato nipote, nutre una sorta di religiosa adorazione per quella antica disciplina sportiva praticata da Egizi e turchi già migliaia di anni fa.

Il resto lo fanno i corsi propedeutici al gioco delle bocce organizzati dal comune per le scuole. La simbiosi è istantanea. Quei 900 grammi in bachelite e materiale sintetico da ammaestrare dosando forza e precisione, sembrano eterei nella mano ferma del folletto fiorentino. E anche le misure del territorio di gioco, poco invasive, rispecchiano l’introverso ma malleabile carattere di questo silenzioso quanto dotato atleta.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.16846992:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.16846992:1652427591/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]


A 14 anni Matteo detta legge con la Sestese in C e diventa in pochi anni il beniamino dei palazzetti della Toscana. Fabio Matalucci che è di quelle parti (per l’esattezza di Scandicci) e gioca in serie A difendendo i colori della Montecatini Avis ne narra le gloriose gesta al proprio presidente Moreno Zinanni, uno che non ha mai creduto che le bocce siano solo ed esclusivamente un passatempo terapeutico per gli anziani. Così Franci, accompagnato nell’inseparabile nonno Ivano, presente a tutti gli allenamenti, va a prestare i propri servigi nella città delle Terme.

A 18 anni debutta nella massima serie. I “grandi” non lo sottovalutano più. Lo rispettano e lui fa altrettanto con loro, cercando di carpirne segreti, strategie e malizie. Sulle corsie di Via Maratona, in allenamento i compagni provano spesso a punzecchiarlo ma impara presto a stare alla battuta. Sa che se vuole maturare caratterialmente ed agonisticamente deve prima di tutto lavorare sulla concentrazione. È bravo ad isolarsi dal mondo esterno ed a esorcizzare quanto di brutto c’è fuori, confortato dal rollare amico dello sferico attrezzo del mestiere.

Intanto arriva la chiamata con la selezione toscana che nella stagione scorsa ai campionati italiani porta a casa due medaglie d’oro fra cui il titolo juniores a squadre e una d’argento. Nel team vincente c’è lui, coi compagni di casaccca Pacini e Bassi.

Ma poi Montecatini, dopo quattro buone annate nella massima serie nel maggio scorso non riesce ad evitare l’amara retrocessione in B. Il bilancio va rivisto. Le “stelle” si accasano altrove. È la dura legge del mercato. Ma non Matteo. È da lui e con lui che il club biancoceleste vuole ripartire. Ci vuole gioventù ed esperienza per arginare le perdite, tenere botta e programmare con calma la risalita.

Però il Messi di Sesto Fiorentino sembra accusare la nuove responsabilità. Che abbia perso lo “swing” col campo? Nonno Ivano lo accarezza con lo sguardo dalla sua solita sedia, in un angolo fra le corsie e l’ingresso, aspettando il colpo del campione. E come spesso nello sport accade, il lieto fine arriva ad un passo dal baratro, nell’ultima gara a coppie dell’ultima giornata di campionato della serie cadetta.

Sant’Ermino, diretta rivale dei termali nella corsa salvezza sta vincendo in casa e Montecatini stenta a Monterotondo. Un solo punto in classifica divide le due franchigie. Tutto, dopo le gare dell’individuale e della terna, è nelle mani della sfida a coppie. Le corsie sono bollenti. I termali schierano l’inossidabile veterano Aldo Forese e l’enfant prodige Franci. Esperienza e gioventù appunto. Si guardano negli occhi prima del tiro iniziale.

Il mix funziona maledettamente, nonostante tre generazioni di differenza. La boccia torna a tracciare nell’aria ed a bassa quota, traiettorie volute ed il tonfo sordo del punto nemico polverizzato, dice che il feeling tra Matteo ed il campo non si è mai interrotto. Forese non è da meno.

Montecatini è salva. Il doppio salto all’indietro è miracolosamente evitato. La gioia è incontenibile. Intanto Nonno Ivano accenna appena un’espressione compiaciuta ma che vale più di mille parole.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web