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Montecatini

Bpm chiude lo sportello nel centro commerciale

Luca Signorini
Bpm chiude lo sportello nel centro commerciale

Il 30 giugno addio alla filiale della Cassa di risparmio di Lucca, Pisa e Livorno. Due dipendenti trasferiti. I sindacati: «Scelte senza logica per il territorio»

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PESCIA. Chiuderà il 30 giugno la filiale della Cassa di risparmio di Lucca, Pisa e Livorno all’interno del centro commerciale di Ponte all’Abate, sulla regionale Lucchese. I due dipendenti in servizio saranno trasferiti in uno sportello «nell’area di pertinenza»: probabilmente nell’agenzia di via Ventiquattro Maggio a Ponte Buggianese, in quella di piazza Gramsci a Montecatini o ancora in via Matteotti a Larciano.

Sono queste le tre filiali dell’istituto di credito che resteranno aperte in Valdinievole (nel resto della provincia ce ne sono due a Pistoia, una ad Agliana, una a Quarrata e una ad Abetone). È il risultato del processo di chiusure avviato dal Banco Bpm, terzo gruppo bancario italiano nato il 1° gennaio 2017 dalla fusione di Banco Popolare di Verona (di cui la Cassa toscana faceva parte) e Banca Popolare di Milano.

In tutto 313 sportelli che abbasseranno le serrande, soprattutto al centro-sud, di cui 38 nella nostra regione. «Sono logiche di sistema, subiamo queste scelte da manager che conoscono poco il territorio – dice Carlo Moretti della Fisac Cgil, dipendente del Banco Bpm –. Come sindacato possiamo muoverci per capire se è possibile ragionare su ogni singola realtà. In questa fase di confronto cerchiamo di valutare le ricadute locali delle chiusure, i risvolti per il personale e anche per i correntisti: l’obiettivo è cercare di governare questa riorganizzazione per ridurre al minimo i disagi».

Che i manager sappiano poco delle realtà territoriali lo dimostra proprio l’annunciata chiusura della Cassa di Ponte all’Abate. L’agenzia si trova sulla strada che collega Pescia con Lucca, a un passo da Collodi e in un centro commerciale frequentato. Accanto allo sportello ci sono il supermercato Ekom, il bar-pasticceria Mariani, una palestra, l’ufficio postale, il negozio Ipersoap, diverse altre attività, studi professionali e una farmacia.

I negozianti non si sorprendono della chiusura: «Si svuotano i fondi commerciali, prima o poi doveva toccare anche alla banca, anche se è più grave», è il sentimento diffuso.

Il piano di razionalizzazioni di Banco Bpm ricorda quello messo in pratica da Intesa Sanpaolo che, tra il 2013 e il 2015, decise di chiudere diversi sportelli della Cassa di risparmio di Pistoia e della Lucchesia sul territorio: prima le filiali all’Ipercoop di Massa Cozzile e in via Marconi a Pieve a Nievole, poi quelle di via Da Vinci a Montecatini e di via Mammianese a Panicagliora (Marliana), l’unica fino ad allora attiva nel comune montano. Di questo passo di banche ne resteranno poche.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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