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Giurlani: «Ben venga il rinvio a giudizio»

di Giuseppe Boi
Giurlani: «Ben venga il rinvio a giudizio»

L’ex sindaco, accusato di peculato, attende il processo e presenta le sue tredici proposte per Pescia

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PESCIA. «Sia chiaro: io credo nell’archiviazione. Ma se arriva un rinvio a giudizio ben venga! Avrò finalmente la possibilità di difendermi». Oreste Giurlani convoca una conferenza stampa per illustrare il suo programma, ma non si può non parlare del 6 giugno. Quattro giorni prima delle elezioni potrebbe passare da indagato a imputato e, visto i toni, cambiare l’agenda politica del fine campagna elettorale.

L’ex sindaco ed ex Pd sottolinea, come è logico, «la casualità nella scelta della data da parte dei giudici», ma rispetto a qualche settimana fa cambia idea. Se prima un eventuale processo non avrebbe «creato problemi a un’amministrazione con me sindaco, perché per arrivare alla sentenza definitiva servono degli anni», ora Giurlani chiede quasi di essere processato e attacca «gli altri competitors che parlano di tutto eccetto che di programmi e cose da fare per Pescia».

La proposta dell’ex sindaco si articola in 13 schede «una per ogni zona con indicate le cose da fare subito, quelle da programmare a medio termine e quelle da completare entro i cinque anni». Giurlani, abbronzato e con una giacca sopra una giovanile maglietta, parla da primo cittadino in pectore: «So come funziona la macchina amministrativa, molte cose sono in continuità con il precedente mandato e sono anche già finanziate».

E via con le proposte: asfaltature, pulizia del territorio, sicurezza, mercato da completare, stadio da rifare e via dicendo. «Non è un libro dei sogni, sia chiaro – sottolinea – e nemmeno uno di quei “contratti” di cui tanto parla la politica nazionale, ma una proposta per ridare dignità alla città di Pescia». Quella stessa dignità che, secondo molti avversari, la città potrebbe perdere in caso di una sua elezione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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