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Polemica sui loculi preassemblati «Deturpano il nostro cimitero»
Monsummano, il Comune affronta l’emergenza spazi per la sepoltura ma l’intervento fa discutere E intanto il modello project financing per i cinque camposanti resta al palo come i lavori urgenti
MONSUMMANO. Un nuovo gruppo di loculi costruiti in fibroresina e preassembleati. Una trentina di “forni” non ancora assegnati apparsi da qualche settimana al cimitero di via del Riposo. Il manufatto si trova sulla sinistra dell’ingresso laterale al camposanto: diversi cittadini e frequentatori puntano il dito contro quest’opera «dal costo per il Comune sicuramente irrisorio, ma che è uno scempio per il decoro e lo stile del nostro cimitero».
La costruzione si è resa necessaria per sopperire almeno in parte all’emergenza spazi per la sepoltura, che sono da tempo in esaurimento. Ma il suo profilo architettonico così diverso dal resto della struttura, non è passato inosservato da chi visita i propri cari defunti. E dà fiato alla polemica di coloro che da anni accusano l’amministrazione di «navigare a vista sulla gestione dei servizi cimiteriali, con periodici interventi tampone che non risolvono il problema spazi in maniera definitiva», come più volte hanno ripetuto gli esponenti della lista civica Monsummano Bene Comune.
Tra l’altro stasera in consiglio comunale verrà approvata una modifica al regolamento specifico per quanto riguarda la durata della concessione dei loculi. Probabilmente si parlerà anche dell’aspetto estetico dei nuovi loculi realizzati di recente nel camposanto del capoluogo. È questo solo l’ultimo capitolo di una contesa scoppiata tra il 2014 e il 2015, quando il Comune non nascose l’intenzione di affidare ai privati gli spazi cimiteriali del territorio (capoluogo, Cintolese, Montevettolini e Monsummano Alto) e pubblicò un bando dall’importo di 2 milioni e 560. 000 euro per l’affidamento lungo dodici anni e per la realizzazione di una serie di interventi con il modello del project financing, che prevede che la gestione del bene torni in mano pubblica quando il privato sia rientrato dall’investimento fatto per i lavori.
La gara andò a vuoto e rimase su carta il progetto di costruzione di 1.012 nuovi loculi e 1.251 ossari, oltre all’ampliamento delle aree delle inumazioni e dei campi di sepoltura. Da allora il municipio non è riuscito a risolvere la grana dei cimiteri che, a distanza di qualche mese, tornano sempre in emergenza e forieri di discussioni e polemiche.
Le gestioni in questi tre anni sono state più o meno tutte a carattere transitorio. Il consorzio pistoiese di cooperative sociali Co&So, per esempio, si è assicurato i servizi prima in proroga per sei mesi, poi con due assegnazioni biennali (dall’importo di circa 200. 000 euro): la coop si è occupata delle operazioni di sepoltura, dei compiti di custodia e sorveglianza, della manutenzione e delle pulizie. Ma non ha affrontato i lavori urgenti.
Nel frattempo si è registrato il fallimento di un altro appalto, vinto dalla cooperativa Barbara B. di Torino ma annullato per problemi di bilancio e documentazione. Adesso i quattro cimiteri cittadini sono affidati alla coop La Spiga di Grano di Pieve a Nievole, che fa parte del consorzio Co&So. Si andrà avanti così fino al 2019, quando ci saranno le elezioni amministrative. In seguito si tornerà forse a parlare di esternalizzazione con modello di project financing da 2 milioni e mezzo di euro.
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