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Più contributi agli italiani? Si può fare
Gli ex assessori Schiavelli e Gabbani sollecitano la giunta a seguire quella di Prato
MONTECATINI. Nel 2016 erano 502. Nel 2017 sono diventati appena 13 i contributi per gli affitti erogati ai cittadini stranieri dal Comune di Prato. Com’è successo? La giunta Biffoni ha deciso di non accettare autocertificazioni patrimoniali dai cittadini non italiani. E il numero dei contributi elargiti agli stranieri è crollato. La notizia, pubblicata sul Tirreno, non è passata inosservata a Montecatini. Città che, fatte le dovute proporzioni, ha problematiche simili derivanti dall’alta percentuale di stranieri residenti (circa il 20%). Il primo a “dar fuoco alle polveri” è stato l’ex assessore Sandro Schiavelli: «Allora si può fare. E non è una questione di colore politico, visto che a Praco governa il centrosinistra come a Montecatini. Auspico che anche la nostra amministrazione segua la strada intrapresa da Biffoni, che ha semplicemente applicato la legge».
Legge che recita, più o meno: i cittadini stranieri che hanno diritto e bisogno dell’aiuto per pagare l’affitto possono sempre presentare domanda e ricevere il contributo, ma devono certificare la loro situazione patrimoniale. Il Comune di Prato ha applicato a queste domande quanto stabilito nel decreto mille-proroghe: una delle norme previste non consente agli stranieri di presentare le autocertificazioni, bensì un attestato in lingua italiana rilasciato dall’ambasciata o dal consolato. E il risultato di questa verifica a monte ha portato al crollo delle domande in quanto ottenere un certificato ha un costo e costringe a procedure burocratiche complesse.
E un altro ex assessore, Andrea Gabbani, ha commentato: «Una giunta di sinistra già dal 2017 ha voluto ripristinare una sorta di par condicio tra Italiani e stranieri per l’accesso ai contributi sugli affitti. Dunque, al fine di ristabilire un corretto concetto di eguaglianza, e soprattutto una situazione di legalità, domando che anche la nostra amministrazione richieda non una autocertificazione, bensì una documentazione ufficiale. Con le famiglie sempre più in difficoltà, torno a sollecitare le forze politiche tutte perché si attivino in questa direzione e possano rendere maggior dignità ai nostri concittadini».
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