Il presidio
Periferia... quasi in centro: e via Marruota “resiste”
Accanto a negozi storici, con i proprietari che vivono “uscio e bottega”, si conta una nuova schiera di imprenditori (molti stranieri) che qui hanno trovato casa
MONTECATINI. “Periferia... e più avanti la ferrovia”. La musica e le parole di Renato Zero fanno da colonna sonora alla multietnica via Marruota, popolana e popolosa unica arteria della zona Sud che inizia dalle verghe del treno per chiudersi sul ponte di Traversagna. Un chilometro e mezzo di brulicante vita bagnaiola e non, imprenditorialmente mutato nel corso degli anni ma altrettanto supportato da inamovibili punti fermi.
Forse come in nessuna altra parte della città delle Terme, molte attività sono per così dire “uscio e bottega”, mandate avanti da gente nativa del posto, o comunque legata da profonde radici. Poteva succedere, in tempi più sicuri, che se il negozio era chiuso potevi bussare al portone o suonare il campanello se avevi bisogno di qualcosa. Partendo dal profondo “sottoverga”, ne è un esempio tipico il Bar Tabacchi da Massimo, gestito da Massimo Bartolini e dalla moglie Cristina. Lui ha preso le orme materne (Federighi il nome originale dell’attività nata negli anni ’40) e non se ne pente. «Mi sono fatto la mia clientela – dice – e non mi posso lamentare. Che dire? Io credo che ogni zona di questa città abbia i suoi pregi e difetti. Eppoi sono abbastanza rodato nello stare al pubblico».
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Tornando verso Nord c’è Marcella Moda, della famiglia Mazzaccheri. A fianco della chiesa ecco il negozio (ed abitazione al primo piano) di Renato Moncini e della moglie Esterina, merceria storica marrotina, temprata nel tempo con gentilezza e passione. Quindi la Tabaccheria Pesi, avvicinandosi alla ferrovia, viva e vegeta dalla seconda guerra mondiale, l’edicola dalla luce soffusa di Manrico Compagni, lì da tempo immemore, ed il negozio di parrucchiere dell’imponente Michele Guiaro che prosegue la tradizione familiare datata 1949 e non teme il confronto col dirimpettaio coiffeur egiziano, da poco insediato nell’area. «Lui ha i suoi clienti ed io i miei – taglia corto – è ovvio che il momento attuale è quello che è ne risentiamo tutti. Qualche controllo in più nel parco del Pattinaggio (così i locali chiamano il giardino pubblico all’inizio di via Cividale) non farebbe male».
Davanti il Bar Luna, gestito ora da cinesi, “erede” del mitico Bar Ilio, ecco lavanderia Florence, attiva da oltre un trentennio, di Nunzia (che abita alle spalle del negozio) e Silvana. E ancora: la tappezzeria Bruni, la cartoleria Mariotti, la finanziaria Incrocci, l’ottica Silvestri, l’immobiliare Angela Albanese e via via. Gente che non molla, per mille motivi: dall’inerzia agli affitti meno cari, al senso d’appartenenza, alla tenacia.
Fra questi (da tenere in considerazione) pure tanti giovani. Forse perché, chiudendo con Renato Zero, in fondo “Periferia … è casa mia”.
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