Il presidio
L’oratorio deve tornare punto di aggregazione
C’è chi ha rischiato ed è rimasto in via Marruota
MONTECATINI. C’è chi ha rischiato ed è rimasto in via Marruota. Parlando, appunto, di scommesse, Emanuele Porretta di Cintolese ha aperto da sette anni un’agenzia della Goldbet a metà della via. «La clientela? Scommettono stranieri e italiani – risponde Emanuele –. In piazza davanti alla stazione piccola, dove ero prima, la situazione era peggiore dal punto di vista della sicurezza. Certo, anche qui si sta sul chi vive, ma tutto sommato è accettabile».
La scommessa finora vincente è la Bottega del Toscano, ristorante voluto da Oliviero Zavagli, quasi al confine col Gusci. Il passaggio non è indifferente, vista la confluenza di quattro strade.
Detto ciò i fedelissimi, pur non “indigeni”, sono tanti: l’inamovibile sala corse (ora Intralot) a fianco del Bar Firenze, il negozio di calzolaio di Gianfranco dopo la rotonda e di Mariano, di fronte al Bar Luna. E le pietre miliari dello studio dentistico Moschini, la Casa del cane, la Bottega della Salute, il parrucchiere Daniele.
Parliamo di gente con decenni di consolidata attività professionale come Duilio Casetti che per 15 anni ha tagliato i capelli assieme al popolare genitore Baffo all’inizio di via Marruota ed a seguire si è messo in proprio nelle vicinanze del campetto del Murialdo, dove acconcia teste da 13 anni e pensa positivo.
«L’oratorio – spiega – può e deve tornare un punto di aggregazione per tanti ragazzi che abitano in zona, come lo è stato del resto in passato. Le cose negative? Certo, l’illuminazione pubblica va comunque assolutamente potenziata. Ciò darebbe maggior sicurezza agli abitanti del quartiere».
A chiudere i meno datati: Idea Bimbo, l’Orafo Giosuè ed il Chicco di Grano, pasticceria e panetteria che ha investito bene sui due angoli con via Cadorna. (r.g.)
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