Il presidio
Lavori a Pieve, traffico bloccato
Primo giorno di forti disagi per la riasfaltatura della Regionale 436. E divampano le polemiche
PIEVE A NIEVOLE. Una sinfonia di squilli ininterrotti di clacson trascinata dal vento, e udita per tutta la giornata tra Montecatini, Pieve e Monsummano. Note tutt'altro che piacevoli. In alcuni casi sfiorata pure la rissa con i malcapitati operai: automobilisti a muso duro esausti dei disagi. Si attendevano tre giorni di “passione”, a conti fatti il limite di sopportazione è stato superato.
Come annunciato ieri dal Tirreno, sono partiti i lavori di asfaltatura sulla Regionale 436 nel tratto tra la discoteca Dadamaino e il semaforo tra via Roma e via Bonamici, a Pieve a Nievole. Siamo all'altezza del casello autostradale. La zona è completamente isolata (dalle 9 alle 18), i veicoli non accedono. Un grande guaio per la circolazione, come se alcune strade fossero interrotte, da lì non si passa. Ci sono dei cartelli che segnalano il disguido, ma la campagna informativa non è stata certo martellante (anzi, non c'è stata per niente). Code chilometriche, incolonnamenti infiniti, caos totale, la pazienza persa che porta ad alzare la voce e le mani.
Serpentoni di auto ferme dal centro di Monsummano (su via Empolese) in direzione autostrada, stessa storia su via Colonna a Pieve per chi proviene da Pistoia (e in zona c'è pure il cantiere di Ferrovie), poi via Mezzomiglio, corso Matteotti e quindi il centro di Montecatini. File interminabili su via del Gallo e via Gentile, così su via Tripoli e ancora su corso Matteotti.
Non c'è bisogno di molta immaginazione per figurarsi la situazione al viadotto di piazza Italia, unico accesso (e uscita) consentito alla Firenze Mare. Traffico bloccato. E sarà così per altre 48 ore se il tempo dovesse assistere (altrimenti non sono da escludere dei ritardi): la scelta del Comune di Pieve, di Regione e Provincia, è stata quella di concentrare i lavori in un brevissimo periodo di tempo per togliersi in fretta il patema. Come dire: tre giorni di grandi disagi, meglio che un mese di piccole seccature. Dunque niente viabilità alternativa come soluzione, ma sfogo naturale del traffico sulle strade “tradizionali”. Il sindaco di Pieve, Gilda Diolaiuti, prova a placare i bollenti spiriti: «Tempo permettendo, tali lavori dovrebbero concludersi in 3 giorni, quindi il disagio, seppur importante, è minimo. Tale intervento, che doveva eseguirsi l'estate scorsa ma che a causa dei lavori sul cavalcavia dell'autostrada è stato rimandato, non poteva più procrastinarsi pena la perdita dei fondi che la Regione ha messo a disposizione. Tre giorni passano in fretta, vi chiediamo un po' di pazienza». Un appello ascoltato da pochi, a giudicare dalle reazioni degli automobilisti sia in strada che (l'epoca è questa) in seguito su una tastiera. Commenti ironici, imbufaliti, rassegnati: “governo ladro” e “Comuni incompetenti”. Non mancano i consigli: lavori del genere vanno fatti di notte. Non è probabilmente un'osservazione tanto sbagliata se l'area chiusa ai veicoli è così nevralgica per un territorio. In effetti, però, l'asfalto era messo male e andava rifatto.
Luca Signorini
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