Il Tirreno

Montecatini

L’Imperatore e Urlo dei Venti trionfano ad Agnano

Paolo Allegri
Enrico Bellei alla guida di Urlo dei Venti nel Gp Lotteria
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Enrico Bellei alla guida di Urlo dei Venti nel Gp Lotteria

Successo di Enrico Bellei al Gran premio Lotteria: «Sono riuscito a fare quello che volevo»

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MONTECATINI. Veloci come i Venti. Enrico Bellei e il suo splendido baio, Urlo, trionfano al Lotteria di Agnano nel Primo Maggio che festeggia la 69ª edizione della classica internazionale del trotto. Il figlio di Mago d’Amore, ammirato in agosto al Sesana nel gran premio dei quattro anni dagli appassionati toscani, nella conca flegrea vola due volte il miglio trottando a media di 1.10. 8.

In batteria il beniamino del pubblico montecatinese scende in pista con i ferri che toglierà in finale. Il driver spiegherà poi: «Temevo l’eventualità di due prove su un fondo pista duro, così non abbiamo rischiato facendolo correre con i ferri nella prima uscita». Dal punto di vista tattico Bellei ha adottato le stesse scelte sia in batteria che nell’heat conclusivo: cercare di andare in testa, graduare l’andatura e chiudere forte ma senza strafare. Nella prima prova Urlo dei Venti è andato al comando scattando veloce dall’esterno, mentre in finale Bellei e il suo straordinario cavallo hanno assunto la leadership della competizione dopo 400 metri.

Nella finale i due stranieri giunti a Napoli con molte ambizioni, il francese Dreammoko e lo svedese Arazi Boko (allenato in Italia da Gocciadoro) si sono dovuti accontentare di salire sugli altri gradini del podio. L’idolo della Montecatini del trotto negli ultimi cento metri della dirittura d’arrivo ha dovuto soltanto controllare i tentativi di rimonta degli antagonisti esteri che mai ne hanno messo in discussione la superiorità tecnica. Alle diciotto di questo lungo pomeriggio di grandi corse sotto il cielo azzurro di Napoli, l’Imperatore del trotto ha sollevato per la quarta volta il trofeo del Maschio Angioino (la prima volta era accaduto nel 1997), mentre sul palco della premiazione sventolava il tricolore e partivano le note dell’Inno di Mameli. Poi il guidatore montecatinese si concedeva all’intervista di rito del vincitore.

«È andata bene – ha detto – perché sono riuscito a fare quello che volevo, cioè limitare i rischi. In finale per un cavallo di cinque anni, cioè giovane rispetto ad avversari con esperienza internazionale, poteva risultare complicata la prima curva in partenza in mezzo ad avversari veloci nel lancio. Una volta davanti ho badato al sodo. Ho tirato indietro e più che ad andar forte ho cercato di controllare. Sapete che a me di andar forte senza vincere non importa niente».

Quanto alla soddisfazione di questo successo Enrico ha spiegato che «si tratta di una doppia soddisfazione, perché da un anno alleno questo cavallo oltre che a guidarlo e l’obiettivo è stato di fargli intraprendere un percorso di crescita. In questi mesi il cavallo è venuto molto avanti e ad ogni corsa ha fatto qualcosa di veramente importante. Io dico che Urlo dei Venti è un cavallo che ha ottenuto risultati su tutte le distanze e questo credo che in Europa sia un valore. Inoltre, sottolineo che si tratta di un cavallo che corre poco ma sa mantenere una gran forma».

Sorride Bellei, è carico di coppe e deve ricorrere ai due figli per farsi aiutare a portare verso l’auto quel luccichio di trofei, premio di due guidate assolutamente scientifiche su quell’Urlo amato dalla gente di Montecatini. Un uomo e un cavallo, veloci come i Venti.


 

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