Il Tirreno

Montecatini

La Pubblica Assistenza ha la sua nuova sede dopo oltre 40 anni

Luca Signorini
I volontari della Pubblica Assistenza Monsummanese davanti alla nuova sede (Foto Nucci)
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I volontari della Pubblica Assistenza Monsummanese davanti alla nuova sede (Foto Nucci)

Inaugurato il moderno edificio di via Mameli a Monsummano. È costato soldi (2 milioni) e tempo (14 anni) ma è arrivato

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MONSUMMANO. La prima ambulanza fu un prestito degli amici di Montecatini, era l’aprile del 1977. Un mese dopo, grazie ai contributi di numerosi cittadini, l’acquisto di un mezzo di proprietà. Oggi sono in tutto 19 (l’ultima unità mobile di soccorso ha preso la strada ieri), compresi furgoni attrezzati, auto e jeep per la protezione civile.

Paolino Grossi, tra i fondatori e presidente per oltre trent’anni, si ricorda bene quei momenti. Ne dà cenno al microfono. Sono passati 41 anni: oggi la Pubblica Assistenza Monsummanese ha la sua nuova sede. Una faticaccia, un’attesa che sembrava infinita: «E invece abbiamo realizzato il nostro sogno, siamo al momento di ripartenza – ha detto un emozionato Salvatore Puntillo, attuale presidente dell’associazione – questa struttura deve diventare un punto di riferimento e di aggregazione per giovani e meno giovani».

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Che quella di domenica 29 aprile sia una giornata storica lo ripetono un po’ tutti, il sindaco Rinaldo Vanni, l’assessore regionale Federica Fratoni, il presidente Anpas Toscana Dimitri Bettini, persino il vescovo Roberto Filippini, che dopo aver officiato la messa in basilica benedice le mura ma soprattutto l’impegno delle persone.

In via Mameli è grande festa, ci sono i 120 volontari della Pubblica, i “cugini” di altre associazioni, tanti cittadini, un banchino che distribuisce caffè e brioche gratis. La città capisce il valore di un edificio dall’intonaco chiaro e dalle grandi vetrate quando una decina di ambulanze inseriscono la sirena e si fanno parecchio notare nel centro storico. Era dal 2004 che i volontari aspettavano il giorno buono per fare un po’ di “confusione”, convinti che prima o poi sarebbe arrivato.

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In quell’anno la prima pietra, poi difficoltà economiche, la crisi, il pubblico che non eroga fondi, le banche che si defilano. L’operazione non è stata di poco conto: oltre 2 milioni di euro, con la Fondazione Caript che ne ha girati 420.000, tra acquisto del terreno laddove c’erano gli ex macelli, la costruzione e l’allestimento dell’immobile.

«Questa inaugurazione è un meraviglioso regalo al nostro territorio, è un grande orgoglio per tutta la comunità, ci dà nuova forza e determinazione», sono le parole del sindaco.

Due piani da 600 metri quadrati ciascuno, un garage interrato con accesso e ascensore per disabili. All’ingresso reception, centralino anche per non vedenti, la sala d’attesa. Poi una stanza per le riunioni e due cappelle del commiato con ingresso indipendente. Al primo piano gli uffici, sette ambulatori e il Centro di ascolto e consulenza psicologica. C’è pure una zona esterna, dove ieri è stato allestito il pranzo al termine della cerimonia. «Questo immobile è strategico, possiamo tornare a riprogettare, a proporre welfare sociale – ha sottolineato il presidente Anpas Toscana Bettini – da qui ripartiamo verso nuove sfide sempre più affascinanti».

L’edificio è per ora sgombro: il mese di maggio servirà per il trasferimento di arredi e attrezzature dalla vecchia sede di via Mazzini. Da giugno la Pubblica Assistenza Monsummanese sarà operativa in via Mameli. E potrà partire un’altra “sirenata”.


 

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