Il presidio
Ricatti a luci rosse alla fidanzatina: «O rubi o diffondo i nostri video»
Giovane costrinse la 16enne a portargli i bancomat e i gioielli dei nonni: rinviato a giudizio dal gup di Pistoia
PISTOIA. Non sospettava neppure l’esistenza di quelle foto e di quei video. Fino a quando quello che lei, con la sua ingenuità da sedicenne, credeva fosse l’amore della vita, non si è rivelato per quello che era. Ed ha iniziato a minacciarla, a picchiarla, ad umiliarla in tutti i modi, anche sputandole in faccia. E a ricattarla: se non le avesse portato il bancomat dei nonni avrebbe diffuso ad amici e familiari di lei le immagini dei loro rapporti intimi. La ragazzina, aveva ceduto su tutto, continuando a subire in silenzio per più di un anno le angherie del ragazzo – allora 19enne – che erano proseguite anche quando lui, l’aveva lasciata. Poi aveva trovato il coraggio di raccontare tutto alla mamma, e di denunciare.
L’altra mattina, il suo persecutore, è comparso davanti al giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Pistoia, Alessandro Buzzegoli, che lo ha rinviato a giudizio per i reati di atti persecutori, lesioni, estorsione, indebito utilizzo di carte di pagamento e anche di furto: per aver costretto la ragazza a rubare alla nonna alcuni gioielli. Il processo nei confronti del giovane – oggi 20enne, residente in Valdinievole così come la vittima (non pubblichiamo le generalità dell’imputato per non rendere identificabile quest’ultima) avrà inizio il 18 luglio.
Era la primavera del 2016 quando, davanti alla prospettiva delle sue immagini hard condivise fra i suo amici e familiari, la ragazzina fu costretta a rubare il bancomat dei nonni con tanto di pin. Con il quale il fidanzato ricattatore, dal 9 aprile al 21 giugno successivo, aveva effettuato decine fra prelievi e pagamenti, per un totale di oltre 10.700 euro. A cui vanno aggiunti altri 1.400 euro prelevati fra il primo e l’8 marzo 2017, quando la ragazza era stata costretta a rubare anche il secondo bancomat dei nonni. Fra i due furti, quello – il 21 gennaio – di due anelli, una spilla e un bracciale d’oro della nonna.
Il tutto contornato da oltre un anno di botte (pugni sulle cosce e schiaffi), messaggi minatori e insulti di ogni genere anche di fronte agli amici.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
