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Montecatini

Banda di teppisti perseguita una trans: 4 denunciati

Banda di teppisti perseguita una trans: 4 denunciati

Dopo mesi di offese e minacce urlate per strada culminate in un’aggressione la 52enne si è rivolta alla polizia. E ora la procura chiede il processo per tutti

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MONTECATINI. L’hanno perseguitata per mesi, per quasi un anno. Aspettandola per strada e sotto casa, coprendola di insulti infamanti, urlati davanti a tutti. Tanto da indurla a non uscire più, a tapparsi nel suo appartamento. Per paura, e per vergogna. Poi l’aggressione, da parte del più giovane dalla banda di teppisti: prima le aveva sputato in faccia, e poco dopo le aveva sferrato un pugno fra la tempia e l’occhio. Mandandola all’ospedale. Un gesto di violenza gratuita, che però aveva dato la forza alla 52enne trans di origine brasiliana per chiedere finalmente aiuto alla polizia.

E i poliziotti del commissariato hanno ripagato la sua fiducia, dando un nome ai suoi persecutori e denunciandoli. Si tratta di due giovani di 20 anni – uno residente a Massa e Cozzile e l’altro a Montecatini, entrambi italiani – di un 18enne di origini albanesi residente a Montecatini e del 17enne autore in prima persona dell’aggressione fisica, originario della Grecia e residente in Valdinievole. Per tutti loro, concluse le indagini portate avanti dal commissariato diretto dal vicequestore Mara Ferasin, il pubblico ministero della procura di Pistoia Luigi Boccia e il procuratore capo del Tribunale per i minorenni di Firenze, Antonio Sangermano – titolare dell’inchiesta a carico del 17enne – hanno adesso chiesto il rinvio a giudizio per i reati di lesioni personali, minaccia grave e atti persecutori in concorso.

“Ti taglio la testa” e offese legate alla sua scelta di vita erano le urla che la trans, da anni residente a Montecatini, si sentiva urlare per strada quando si imbatteva nel gruppetto. Una persecuzione andata avanti dal novembre 2016 all’ottobre dell’anno dopo. E culminata con un’aggressione il 25 settembre 2017, in via don Minzoni. Dove la trans aveva incrociato il gruppetto. Era stato il 17enne ad avvicinarsi a lei e, dopo averle rivolto un gesto di scherno, a sputarle in faccia. Sembrava tutto finito, ma poco dopo, all’uscita della tabaccheria che si trova nella via, il ragazzo era tornato alla carica e, senza dire nulla, si era avvicinato a lei e le aveva sferrato un pugno. Un colpo vibrato con forza, a causa del quale la 52enne brasiliana era dovuta andare al pronto soccorso di Pescia: 5 i giorni di prognosi con cui i medici dell’ospedale l’avevano dimessa, prolungati poi di altri 5 dal suo medico curante dopo una successiva visita di controllo.

Troppo per continuare a sopportare in silenzio, costretta a cambiare le sue abitudini quotidiane per paura di imbattersi nei suoi persecutori. E nei poliziotti ha trovato chi le ha restituito la vita.

Massimo Donati

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