È chiuso lo sportello antiviolenza sulle donne
CHIESINA UZZANESE. Chiude il Punto rosa di Chiesina Uzzanese... ma solo temporaneamente. Almeno fino a quando la locale Protezione civile non si sarà trasferita (all’incirca entro giungo di quest’ann...
CHIESINA UZZANESE. Chiude il Punto rosa di Chiesina Uzzanese... ma solo temporaneamente. Almeno fino a quando la locale Protezione civile non si sarà trasferita (all’incirca entro giungo di quest’anno) nella nuova sede sulla via Camporcioni, all’angolo con via della Lama. La notizia della chiusura, nei giorni scorsi, ha iniziato a circolare e subito è montata la protesta di alcuni cittadini per mantenere attivo il servizio.
Lo sportello, un punto di ascolto per le donne vittime di violenza attivato dalla Protezione civile, aveva aperto i battenti nel gennaio di quest’anno. Un’iniziativa nata per offrire sostegno a tutte quelle donne troppo spesso picchiate, violentate e umiliate anche da chi diceva di amarle. E così, nel corso di questi mesi, la psicoterapeuta Elena Gorgato, per tre volte a settimana, è stata disponibile ad accogliere, in via Vittorio Veneto, chiunque avesse bisogno di aiuto: per sfogarsi ed eventualmente decidere, con l’aiuto di una rete protettiva, se iniziare un percorso per sfuggire alla situazione di violenza.
E proprio per la triste attualità del tema, alcuni cittadini si sono mobilitati per evitare che il Punto rosa chiuda.
«Ci siamo informati – spiegano – e i numeri sono allarmanti: 84 omicidi di donne in Italia nei primi nove mesi del 2017, di cui il 73% è avvenuto tra le mura di casa e nel 56% dei casi l’assassino è il partner o l’ex partner. Sono 3.000 le violenze sessuali denunciate soltanto nei primi mesi del 2017. Tanti, troppi, i maltrattamenti sulle donne, i casi di stalking fino ad arrivare, nella peggiore delle ipotesi, al femminicidio».
E così i cittadini chiedono a gran voce che lo sportello anti-violenza di Chiesina resti attivo, come punto di riferimento sul territorio, per le donne. «Deve prevalere – proseguono – un sistema di prevenzione e i Punti rosa devono aumentare, non essere chiusi. Dovrebbero essere, insomma, dei fari in mezzo al buio, per aiutare le donne a raccontare la violenza subita. E da lì mettere in moto una rete in grado di proteggerle”».
Ma secondo quanto spiegato dal presidente della Protezione civile, Ivano Lucchesi, si tratterà soltanto di una sospensione temporanea.«Lo sportello anti-violenza non chiuderà – conclude – ma verrà sospeso fino a quando la nostra associazione non si sarà trasferita nella nuova sede, dove gli sarà dedicato uno spazio ancora più adeguato» .
Martina Trivigno
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