Il presidio
Un cordone di affetto protegge Sabrina
PISTOIA. All’ospedale San Jacopo i familiari si alternano al capezzale di Sabrina Rosellini. Nella sala d’attesa della terapia intensiva, al secondo piano dell’ospedale pistoiese vengono raggiunti...
PISTOIA. All’ospedale San Jacopo i familiari si alternano al capezzale di Sabrina Rosellini. Nella sala d’attesa della terapia intensiva, al secondo piano dell’ospedale pistoiese vengono raggiunti via via da piccoli gruppi di amici. C’è un cordone di affetto che circonda e protegge le due famiglie, Mati e Rosellini, in questo momento di dolore indicibile, affrontato con grande dignità.
«Sabrina è ancora in prognosi riservata – ci dice Marco Mati, bancario in pensione, padre di Simone – saranno necessarie altre 48 ore prima di poter scioglierla. Diciamo che ogni ora che passa è un tassellino per auspici migliori».
Marco Mati era ormai nonno a tempo pieno. Era andato in pensione per avere più tempo per la piccola Bianca. La famiglia è molto conosciuta a Pistoia. Marco, 66 anni, prima della pensione è stato a lungo capo del personale al Monte dei Paschi di Siena, e poi consulente finanziario per il gruppo bancario Consulia. Il figlio Simone, è tecnico informatico. La moglie Sabrina anch’essa dipendente bancaria, si occupa di leasing in una società legata al Monte dei Paschi.
Ad alcuni amici la famiglia Mati ha raccontato di non aver potuto rivedere Bianca. «Anche noi aspettiamo di sapere quando ce la renderanno», spiega il nonno. Sulla dinamica dell’incidente, e l idea che se ne può esser fatta, lui preferisce non rilasciare dichiarazioni. Scuote la testa, cortesemente ricorda che ci sono delle indagini in corso. La piccola principessa non c’è più. Le famiglie sperano solo di poterla riavere il prima possibile. E ogni ora che passa si augura che Sabrina sia dichiarata fuori pericolo dopo i due interventi chirurgici a cui è stata sottoposta: uno subito dopo l’ incidente, l'altro domenica mattina. (t.g.)
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