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I negozi “che resistono” alla conquista dei social

di Maria Salerno
I negozi “che resistono” alla conquista dei social

Roberto Meraviglia, fotografo e video amatore per passione, celebra su Facebook storie e memorie di oltre 170 attività che sopravvivono alla crisi e alla modernità

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PESCIA. A Pescia c’è anche chi resiste. Si chiama così la rubrica, al momento solo virtuale (un giorno chissà) ospitata all’interno della pagina Facebook: “Pescia, osservatorio sulla nostra città”. L’idea è di un pesciatino doc, al secolo Roberto Meraviglia, fotografo e video amatore per passione. In realtà Maraviglia è un ex direttore di banca, da qualche anno in pensione, che dice di se stesso «so vita morte e miracoli di Pescia e dei pesciatini» e per questo ha scelto di raccontarli con le foto sui social.

Un patrimonio di immagini, storie, memorie che ha bisogno di essere custodito per non essere perduto. Finora sono 171 le attività commerciali “censite”, attraverso una gallery fotografica condivisa e commentata sul più popolare tra i social network «ma ho ancora molto materiale – annuncia Maraviglia – quindi continuate a seguire la rubrica».

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Dai negozi di abbigliamento ai ristoranti, dalle gelaterie agli empori, le attività artigiane e quelle storiche, ci sono proprio tutti gli esercenti che operano a Pescia, da una vita o solo da qualche anno.

Ma come è nata quest’idea? «Da un’accusa che mi venne rivolta – spiega Maraviglia – vale a dire di essere antipesciatino e di non amare la città. All’inizio, infatti, iniziai a censire le attività che chiudevano, quelle che a causa della crisi non ce l’avevano fatta a sopravvivere. In realtà c’era già il progetto di opporre a quelle chi resisteva. Così siamo approdati a quest’altro progetto».

Alcune delle attività presentate sono esempi unici, come l’antica Stamperia Benedetti in piazza Giacomo Matteotti, testimone di 5 secoli di tipografia. Si tratta della prima stamperia pesciatina, se non toscana, dove nel 1485 Francesco Cenni stampava “Le Confessioni di San Bernardino da Siena”, il primo libro stampato in città. E poi c’è la bottega “del Donnini”, al secolo Giovanni Donnini classe 1927, professione “calderaio”, che appena fuori dalla porta Fiorentina lavora rame, ottone e peltro usando ancora il metodo tradizionale della “lastra”. E poi ancora c’è il bar Pulter in Piazza Mazzini, lo storico salotto della città e da sempre ritrovo dei pesciatini.

Ad ogni modo non c’è solo raccontare e preservare la storia della città in quest’operazione, bensì una sorta di amarcord di felliniana memoria. Nei commenti, gli utenti si abbandonano a nostalgici tuffi in un passato che non c’è più, non solo legato agli anni di una giovinezza fuggita via, ma anche e soprattutto di un modo di vivere il territorio, la città, cambiato anche quello col trascorre del tempo.

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Maraviglia non è nuovo ad imprese del genere. Già qualche anno fa aveva regalato ai suoi concittadini il progetto “Pescia alla finestra”, una serie di dodici filmati che raccontano la vita pubblica della “Pescia antica” che si sviluppava tra le due sponde del fiume: da un lato la grande piazza Mazzini, il Palagio e i torrioni e dall’altra il Duomo e la porta fiorentina, i vicoli e le rughe e il ponte del duomo che le collega e “Pesciatini”, carrellata di personaggi made in Pescia, noti e meno noti da Amleto Nucci ad Argene Bartolozzi, da Don Verreschi a Graziano Spicciani detto tarzan e che in poche settimane hanno totalizzato diverse centinaia di visualizzazioni su Youtube e su Facebook.


 

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