Sfalci e potature Le aziende agricole contestano Alia
Gli operatori del settore protestano contro le nuove regole «Per il conferimento servono dei centri di raccolta appositi»
PESCIA. Dove vanno smaltiti gli scarti vegetali, ovvero il verde proveniente da sfalci e potature delle aziende agricole? A sollevare la questione sono proprio gli operatori del settore, vale a dire le aziende agricole della Valdinievole che, dopo l’insediamento del nuovo gestore della raccolta dei rifiuti Alia avvenuto lo scorso 1 marzo, non sanno come regolarsi di fronte a una questione che si impone con una certa urgenza, vista l’imminente necessità di provvedere alle potature di olivi e siepi. Per quanto possa sembrare paradossale, né l’azienda né le amministrazioni comunali hanno predisposto centri di raccolta per il materiale verde proveniente da sfalci e potature, in modo che possa essere trasformato per la produzione di biomassa per uso energetico o in terricci e compost. «La bella stagione si avvicina – fanno notare gli operatori del verde – ma nessuno ha pensato a come risolvere una questione che si presenta sempre più urgente».
Cos’è cambiato, rispetto alla precedente gestione? Se fino allo scorso 28 febbraio privati, aziende agricole, contadini, hobbisti, giardinieri e ogni tipologia di operatore del settore, potevano conferire il materiale, anche in gran quantità, semplicemente ribaltando il proprio autocarro in una piazzola dedicata, ora questo non è più possibile. Alia ha predisposto un cassone alto circa 2 metri, dove privati ed operatori autorizzati possono riversare il materiale, anche se con dispendio di tempo ed energie, ma le aziende non sono autorizzate ad utilizzarlo.
Visto che è sempre più frequente il divieto di bruciare ramaglie e scarti, viene da chiedersi dove finiranno le imminenti potature di olivi e siepi e altri scarti vegetali? «Non è comprensibile – ribadiscono gli operatori – che nessuno, né amministrazioni comunali né il nuovo gestore, abbiano predisposto appositi centri di raccolta per la trasformazione del materiale verde. La legge 154 del 2016 di fatto declassifica gli scarti vegetali avviati al riutilizzo da rifiuti a sottoprodotti. In questo modo escono dalla normativa sui rifiuti, semplificandone la gestione con un risparmio importante per le casse dei comuni, che le aziende quantificano nell’ordine del 30 per cento». Percentuale che, però, viene sottratta a quella della raccolta differenziata. «A volte le buone pratiche non premiano – sottolineano gli operatori – e la Comunità Europea ci sanziona». Come se non bastasse gli orari nei quali gli operatori possono presentarsi in Alia sono problematici: dalle 8 alle 13 e dalle 15 alle 17, con lunghe file, tempi d’attesa biblici e costi aumentati per l’utente finale.
Gli operatori del verde di Pescia, che hanno segnalato la questione, specificando come la stessa «toccherà tutta la Valdinievole» propongono come soluzione quella che le amministrazioni scelgano un’area dove scaricare sfalci e potature, e invitano a farlo anche con una certa celerità, dal momento che quando il meteo migliorerà il problema è destinato solo a peggiorare. In particolare, per Pescia, gli operatori avrebbero anche individuato una zona di possibile conferimento, ovvero il carcere di Veneri.
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