Dopo la grotta Maona apre anche la caverna delle Fate
La cavità principale sarà aperta a Pasqua, la nuova scoperta a partire da maggio Basile: «Un risultato importante, ma collaborando possiamo fare ancora di più»
MONTECATINI. Si avvicina la riapertura della grotta naturale della Maona, patrimonio nascosto della Valdinievole da tempo dimenticato. La presentazione, come scritto in precedenza, è prevista durante l’Open week: il cartellone di eventi in programma nel fine settimana di Pasqua, da venerdì 30 marzo a lunedì 2 aprile. Ma l’apertura effettiva, nella sua totale completezza, avverrà all’inizio di maggio.
Oltre all’investimento dalla Fema Srl di Antonio Ferraro e Quinzio Malucchi, società che dal 2014 gestisce il ristorante-birreria Nuova Grotta Maona, di pari passo va l’opera dell’associazione culturale Life Montecatini come spiega il presidente Fernando Basile. «L’intento è restituire alla Valdinievole un prodotto turistico d’eccellenza destinato a un pubblico amante della natura più vera – spiega –. Contestualmente alla riapertura della grotta turistica naturale di Maona vorrei sottolineare il recupero e la valorizzazione di una nuova grotta denominata delle Fate, situata nel dismesso deposito di polvere da sparo. Successivamente è ipotizzabile creare un vero e proprio comprensorio di Maona con da una parte il ripristino e il rilancio della grotta e dall’altro l’apertura della Cava, location perfetta per percorsi di trekking e mountain bike».
«L’amministrazione comunale, nella persona dell’assessore Alessandra De Paola, ha risposto in maniera fattiva e propositiva all’iniziativa – prosegue –. Adesso ci aspettiamo che altre componenti imprenditoriali sostengano e condividano una filosofia che mette in primo piano la valorizzazione del territorio. Perciò per l’attuazione di questo progetto di sensibilizzazione ed aggregazione cittadina stiamo chiedendo agli esercizi alberghieri un contributo di 600 euro una tantum in cambio di un numero di biglietti di Ingresso per la visita della grotta che potrà variare da 100 a 200 unità. Al momento gli albergatori contattati sono stati molto disponibili. Il tutto nell’ottica della massima trasparenza economica in quanto ci impegniamo a documentare e aggiornare costantemente sul sito della grotta le spese sostenute per il raggiungimento dell’obiettivo di rilancio della struttura nonché gli estratti conto dell’attività stessa».
«Tuttavia quello che mi preme sottolineare non è solo il recupero, per quanto importante, del sito turistico ma anche il nuovo modo di agire per crescere insieme. È una sorta di dinamica di sinergie dove il pubblico opera in collaborazione con i privati e l’amministrazione comunale fa la propria parte . Tale metodo se funziona potrebbe essere applicato anche per altre strutture che versano in stato di abbandono».
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