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Trasferimento della farmacia i ricorsi adesso sono tre
LAMPORECCHIO. Salgono a quota tre i ricorsi legati al trasferimento della farmacia di San Baronto al polo commerciale di piazza Giovanni Falcone, a Lamporecchio. Un iter iniziato – e, ad oggi,...
LAMPORECCHIO. Salgono a quota tre i ricorsi legati al trasferimento della farmacia di San Baronto al polo commerciale di piazza Giovanni Falcone, a Lamporecchio. Un iter iniziato – e, ad oggi, ancora incompiuto – il 29 novembre 2016 con una delibera attraverso la quale la giunta comunale valutava di procedere a una revisione ordinaria della pianta organica delle farmacie.
Il primo a fare ricorso, nel febbraio di quest’anno, era stato il dottor Giovanni Petra, titolare dell’omonima farmacia nella centrale via Gramsci (situata a poche centinaia di metri da piazza Falcone). Il dottor Petra, attraverso il ricorso al presidente della Repubblica (poi trasposto, per atto di opposizione, al Tar), chiede, in sostanza, l’annullamento della delibera di giunta relativa, appunto, alla “revisione della zonizzazione delle sedi farmaceutiche sul territorio comunale”.
E ora si aggiungono due nuovi ricorsi promossi proprio dalla titolare della farmacia “Santo Stefano” di San Baronto. Da una parte, con un ricorso al presidente della Repubblica, la dottoressa Sandra Palandri chiede l’annullamento, a opera del Comune di Lamporecchio, della sospensione dei termini del procedimento in relazione all’istanza di trasferimento della sua farmacia da San Baronto al polo commerciale; dall’altra, invece, con ricorso al Tar della Toscana, la farmacia “Santo Stefano” chiede l’annullamento della nota con cui il Comune le dà il diniego al trasferimento nella nuova sede (dove i locali, tra l’altro, sono già predisposti per un’eventuale apertura). Prima che la questione arrivasse nelle aule del Tribunale amministrativo regionale, circa mezzo paese si era opposto al trasferimento della farmacia. Gli abitanti della frazione collinare di San Baronto, nel marzo dello scorso anno, avevano raccolto, infatti, ben 224 firme accompagnate da una lunga lettera, inviata al sindaco Alessio Torrigiani, per esprimere tutta la loro preoccupazione. Una vicenda tornata ora di nuovo alla ribalta. E destinata, ancora, a far parlare di sé.
Martina Trivigno
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