Muore stroncata da un male incurabile a soli 43 anni
PESCIA. Si è spenta a soli 43 anni all’ospedale di Pescia. Sabrina Bachi, fucecchiese doc e contradaiola biancorossa, è spirata ieri mattina al Cosma e Damiano, dove era ricoverata da tempo, dopo...
PESCIA. Si è spenta a soli 43 anni all’ospedale di Pescia. Sabrina Bachi, fucecchiese doc e contradaiola biancorossa, è spirata ieri mattina al Cosma e Damiano, dove era ricoverata da tempo, dopo aver combattuto con grande forza d’animo e dignità contro un male incurabile che l’ha strappata all’affetto del compagno, della sorella, del padre, degli amici, e di tutti coloro, tantissimi, che le volevano bene.
Un destino tragico, simile, purtroppo, a quello della madre Danila, anche lei sopraffatta dal terribile male sempre in età giovanile.
Sabrina era molto conosciuta e stimata a Fucecchio; per anni ha gestito il negozio di cartoleria nel centro commerciale Coop in via Fucecchiello, continuando il suo lavoro anche dopo la comparsa dei segni della malattia che, come detto, ha combattuto con grande dignità e coraggio e con tutte le possibili terapie, sempre sostenuta dalla sorella Claudia e dal padre Bruno con il quale aveva abitato in via Castrucccio nel centro storico della città, prima di trasferirsi a Pescia, con il compagno.
A Sabrina sono sempre stati vicini anche i contradaioli di Borgonovo, la sua contrada, nella quale faceva parte del gruppo musici. Ed anche durante il periodo dell’insorgere della malattia non ha mai fatto mancare il suo apporto alla contrada.
«Nel biennio in cui sono stato presidente del sodalizio biancorosso, Sabrina era tra le più attive e presenti in contrada - ricorda commosso Graziano Banchini - si occupava di allestire la sala e di servire durante le cene. Compiti che svolgeva con grande serenità e simpatia tanto da riuscire a creare, con altre coetanee, un gruppo coeso e veramente affiatato. Purtroppo in quel periodo sono arrivati anche i primi segni della malattia contro la quale alla fine ha dovuto arrendersi. Un'altra giovane vita che se ne va troppo presto» conclude l’ex presidente di Borgonovo.
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