Il Tirreno

Montecatini

Troppi 15 furti: parte il controllo “fai da te”

Luca Signorini
Una delle strade visitate dai ladri in queste ultime due settimane
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Una delle strade visitate dai ladri in queste ultime due settimane

Nella zona di via del Melo i residenti si sono organizzati con una chat in whatsapp e cartelli artigianali

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PIEVE A NIEVOLE. Una raffica di furti, il timore continuo, le contromisure. Intorno a via del Melo ci sono i campi, l'argine del fiume: per i ladri le migliori vie di fuga possibili. Celati nell'oscurità, l'aperta campagna per dileguarsi.

In questa zona di Via Nova hanno colpito almeno quindici volte in un paio di settimane, tra tentativi falliti e ingenti bottini trafugati. Una recrudescenza da far spavento. E cittadini inermi, che però a un certo punto hanno ricavato nella loro forza d'animo un sussulto di rabbia trasformato in un qualche tipo di rimedio ragionato. Cioè un gruppo whatsapp (la diffusa applicazione di messaggeria istantanea) diventato comitato di quartiere: “Controllo di Vicinato Il Melo”, che niente ha a che vedere con l'associazione nazionale che ha aderenti pure a Montecatini.

Ne fanno parte 47 residenti delle circa 200 famiglie che abitano in un'area compresa tra il circolo di tennis “I tre tigli” e l'ex calzaturificio Balducci, via del Melo ma anche le sue traverse, come via Da Vinci, via Deledda, via degli Orti, via Campicelli, via Gramsci. C'è pure un sito internet, www.controllodivicinato.altervista.org. E piccoli cartelli spuntati qua e là, tanto per avvertire i malintenzionati: “zona controllata dai cittadini”, si legge sotto all'immagine di una famigliola che tiene la mano a un agente di pubblica sicurezza. Perché è di questo che si parla, la sicurezza che non c'è più. «L'iniziativa è del tutto volontaria, vuole essere soprattutto una cosa utile per il lavoro di carabinieri e polizia – spiega il promotore Claudio Cioletti – dunque niente ronde, appostamenti, giri in strada con i forconi, ci mancherebbe. Il nostro obiettivo è quello di osservare e segnalare. Questa non è una chat normale, nessuno può inviare foto o diffamare qualcuno, una persona con il cappuccio in testa non per forza deve essere sospetto, non possiamo gridare “al lupo al lupo”. Va capito il suo funzionamento. Io sono il portavoce e mi occupo di girare l'informazione, quando è seria, alle forze dell'ordine».

Il primo furto della serie giovedì 18 gennaio, l'ultimo mercoledì 31. Una banda di balordi che cerca oro e contanti, sfonda porte e finestre. Sempre lo stesso modus operandi, e lo stesso orario d'azione: tra le 19 e le 21,30, persino quando le famiglie si trovano dentro casa, magari a cena. Niente incursioni a notte fonda, ma rapide e silenziose effrazioni con obiettivi precisi. E la paura è cresciuta. «La mia abitazione è stata “visitata” una domenica sera, ero fuori per una pizza con mia moglie – racconta Cioletti – il vicino mi ha telefonato per avvertirmi che era scattato l'allarme: ho trovato finestra rotta e armadio sottosopra, ma non avevano fatto in tempo a rubare nulla. Il giorno dopo ho realizzato e distribuito un volantino agli abitanti della zona, ed è nato il nostro gruppo». Forse non risolverà il problema, ma darà vigore alla forza d'animo collettiva.
 

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