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«Pescia ha bisogno di aree per lo sviluppo»

«Pescia ha bisogno di aree per lo sviluppo»

Il partito Fratelli d’Italia, dopo il tramonto del progetto Business Park, torna a guardare al manifatturiero

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PESCIA. «Da tempo Pescia necessita di un serio progetto armonico di rilancio del manifatturiero, in più riprese; con le passate amministrazioni si è cercato di attuarlo, con azioni poco convincenti e deboli, o addirittura devastanti». È l’opinione di Fratelli d’Italia, che torna a puntare l’attenzione sulla ricerca di aree da destinare allo sviluppo industriale ed economico.

«Abbiamo apprezzato a suo tempo come la riduzione dei confini del Business Park da parte della giunta Marchi – spiega FdI – coscienti dell’esagerata estensione territoriale dello stesso. Abbiamo ritenuto la scelta della Giunta Marchi in quel momento un’azione giusta e condivisibile, ma nel contempo debole, frettolosa, più legata alle necessità elettorali che compiutamente studiata per salvaguardare il territorio in favore del florovivaismo e tenere conto delle necessità del settore industriale nel nostro comune. Due realtà che versano in una profonda crisi di sviluppo. Stessa cosa noi pensiamo della drastica decisione di Giurlani che per una promessa elettorale ha eliminato il cosiddetto parco degli affari, senza aver prima pianificato o individuato un’areaa favore di futuri insediamenti per il manifatturiero».

Fratelli d'Italia, insomma, ritiene che «si debba operare per salvaguardare quella che è la vocazione primaria di Pescia, che appare quella florovivaistica, ma bisogna tenere pure conto del futuro e delle opportunità che lasceremo alle prossime generazioni nel nostro comune. Noi crediamo fermamente che a fianco di un forte sforzo di rilancio della floricoltura serva un eguale sforzo per individuare aree utili allo sviluppo industriale e renderle appetibili. Noi abbiamo studiato la possibilità di attuare queste azioni in sinergia tra loro, e presto presenteremo alla coalizione e alla popolazione quello che è il primo punto dei 12 del nostro programma».

«Tutti sanno che direttamente l’agricoltura non porta soldi nelle casse del Comune – conclude – ma lo fa indirettamente, portando benessere nelle famiglie e di conseguenza sul territorio. Tutti sanno che l’industria per le tasse che deve versare i soldi li porta direttamente nelle casse del Comune e indirettamente altri soldi possono arrivare, dalle famiglie, attraverso i posti di lavoro. Quindi serve ragionare concretamente sulle varie possibilità utili a tutelare ambedue gli interessi, senza creare disparità».



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