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Fatturato in calo ma di poco. Diminuiti i costi di esercizio
David Meccoli
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Una visita all’interno della Palazzina Regia, “cuore” della gestione delle Terme SpaDalla relazione sulla gestione presentata dall’amministratore delle Terme di Montecatini le uscite per il personale sono diminuite di 256mila euro, quelle per i servizi di 34mila
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MONTECATINI. Una gestione caratteristica che, scevra da eventi di natura straordinaria, riduce sensibilmente il saldo negativo nel 2016 e migliora ulteriormente la performance nei primi 9 mesi del 2017. Quindi una tenuta dei ricavi e una sensibile diminuzione dei costi, in gran parte attribuibili al personale.
È quanto si trova nella Relazione sulla gestione scritta dall’amministratore unico delle Terme, Carlo Brogioni, e allegata al bilancio 2016, approvato solo pochi giorni fa.
Il bilancio al 31 dicembre 2016 si chiude con una perdita di 5.333.359 euro, contro la perdita di 3.058.648 euro sofferta nell’anno precedente. Il motivo principale per il quale è stata rilevata una così alta perdita risente, come specifica Brogioni, della “svalutazione operata sulla partecipazione societaria detenuta nella Gestioni complementari termali srl per un imposto di 2.870.124 euro”. La società, con il supporto di un esperto valutatore indipendente, ha infatti provveduto a eseguire una perizia che “ha determinato in 5.998.876 euro il valore della partecipazione, il bilancio ha accolto tale valore rispetto a quello a suo tempo stimato e iscritto in contabilità 8.869.000 dando così origine a una svalutazione di attivo di 2.870.124 euro che ha pesantemente concorso alla determinazione del risultato di esercizio”.
Ma Brogioni specifica anche che il 2016 può essere considerato un anno di “transizione verso un processo di privatizzazione della società” e “riflette indubbiamente un periodo di difficile gestione caratterizzata anche da una dolorosa procedura di mobilità del personale dipendente, frutto di una prima riorganizzazione, cui si somma la grande tensione finanziaria che da lungo tempo caratterizza la vita della società, dovuta all’ingente squilibrio tra attività e passività correnti, cui fa da contraltare l’ingente patrimonio immobilizzato, finanziato con fonti prevalentemente a breve”. Ciononostante, dice ancora l’Au, “il fatturato della gestione caratteristica ha sufficientemente tenuto, anche se ha dovuto subire una contrazione di 50mila euro, dato che il valore complessivo è sceso da 4.663.015 euro del 2015 a 4.614. 223 del 2016”.
A fronte di una sostanziale tenuta dei ricavi si è verificata invece una decisa riduzione dei costi d’esercizio, tanto è vero che, spiega Brogioni, “nonostante nel 2016 sia stato sostenuto un costo di oltre 80mila euro per lo smaltimento di rifiuti radioattivi di un immobile a suo tempo venduto alla Asl, i costi per le prestazione dei servizi si sono ridotti da 1.834.241 euro a 1.800.718 euro e i costi del personale da 2.657.367 a 2.401.817”. Se pertanto scorporiamo gli eventi “straordinari” dalla gestione caratteristica, osserviamo che il Mol (reddito basato sulla gestione operativa) del 2015 esibiva un saldo negativo di 649.044 euro, mentre quello del 2016 evidenzia una perdita di “solo” 230.086 euro. E il trend positivo sarebbe proseguito nel 2017, quando il Mol calcolato al 30 settembre ha recuperato ulteriori 120mila euro.
Ora l’obiettivo più prossimo è per Brogioni il raggiungimento di un Ebitda (l’utile prima degli interessi, delle imposte, delle svalutazioni e degli ammortamenti) positivo “in tempi brevi” da raggiungersi, come richiesto anche dai soci, con l’approvazione di un nuovo piano di razionalizzazione “finalizzato a comprovare la continuità aziendale e come base per un accordo di rimodulazione del debito che ne consenta la sostenibilità di medio lungo termine”.
È quanto si trova nella Relazione sulla gestione scritta dall’amministratore unico delle Terme, Carlo Brogioni, e allegata al bilancio 2016, approvato solo pochi giorni fa.
Il bilancio al 31 dicembre 2016 si chiude con una perdita di 5.333.359 euro, contro la perdita di 3.058.648 euro sofferta nell’anno precedente. Il motivo principale per il quale è stata rilevata una così alta perdita risente, come specifica Brogioni, della “svalutazione operata sulla partecipazione societaria detenuta nella Gestioni complementari termali srl per un imposto di 2.870.124 euro”. La società, con il supporto di un esperto valutatore indipendente, ha infatti provveduto a eseguire una perizia che “ha determinato in 5.998.876 euro il valore della partecipazione, il bilancio ha accolto tale valore rispetto a quello a suo tempo stimato e iscritto in contabilità 8.869.000 dando così origine a una svalutazione di attivo di 2.870.124 euro che ha pesantemente concorso alla determinazione del risultato di esercizio”.
Ma Brogioni specifica anche che il 2016 può essere considerato un anno di “transizione verso un processo di privatizzazione della società” e “riflette indubbiamente un periodo di difficile gestione caratterizzata anche da una dolorosa procedura di mobilità del personale dipendente, frutto di una prima riorganizzazione, cui si somma la grande tensione finanziaria che da lungo tempo caratterizza la vita della società, dovuta all’ingente squilibrio tra attività e passività correnti, cui fa da contraltare l’ingente patrimonio immobilizzato, finanziato con fonti prevalentemente a breve”. Ciononostante, dice ancora l’Au, “il fatturato della gestione caratteristica ha sufficientemente tenuto, anche se ha dovuto subire una contrazione di 50mila euro, dato che il valore complessivo è sceso da 4.663.015 euro del 2015 a 4.614. 223 del 2016”.
A fronte di una sostanziale tenuta dei ricavi si è verificata invece una decisa riduzione dei costi d’esercizio, tanto è vero che, spiega Brogioni, “nonostante nel 2016 sia stato sostenuto un costo di oltre 80mila euro per lo smaltimento di rifiuti radioattivi di un immobile a suo tempo venduto alla Asl, i costi per le prestazione dei servizi si sono ridotti da 1.834.241 euro a 1.800.718 euro e i costi del personale da 2.657.367 a 2.401.817”. Se pertanto scorporiamo gli eventi “straordinari” dalla gestione caratteristica, osserviamo che il Mol (reddito basato sulla gestione operativa) del 2015 esibiva un saldo negativo di 649.044 euro, mentre quello del 2016 evidenzia una perdita di “solo” 230.086 euro. E il trend positivo sarebbe proseguito nel 2017, quando il Mol calcolato al 30 settembre ha recuperato ulteriori 120mila euro.
Ora l’obiettivo più prossimo è per Brogioni il raggiungimento di un Ebitda (l’utile prima degli interessi, delle imposte, delle svalutazioni e degli ammortamenti) positivo “in tempi brevi” da raggiungersi, come richiesto anche dai soci, con l’approvazione di un nuovo piano di razionalizzazione “finalizzato a comprovare la continuità aziendale e come base per un accordo di rimodulazione del debito che ne consenta la sostenibilità di medio lungo termine”.
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