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Entro una settimana la riapertura della Sp 34

Entro una settimana la riapertura della Sp 34

Riprenderanno dopo la Befana i lavori per lo sgombero della frana che blocca  la provinciale della Val di Forfora. Sarà istituito il senso unico alternato

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PESCIA. Dovrebbero concludersi all’inizio della prossima settimana, passato il weekend dell’Epifania, i lavori di rimozione e sgombero dei massi, dei detriti e degli arbusti che hanno invaso l’intera carreggiata, a seguito di una frana che si è verificata intorno alle 2,30 di mercoledì 27 dicembre, nell’ultimo tratto della strada provinciale della Val di Forfora, tra il ponte di Sorana e il paese di Lanciole. A quel punto riaprirà la circolazione, seppur a senso unico alternato: la Provincia di Pistoia, nell’ultimo consiglio del 2017, per questo intervento di somma urgenza ha stanziato 40.000 euro.

Già oggi, fa sapere comunque il presidente della Provincia Rinaldo Vanni, «potrà avvenire il passaggio di un mezzo pesante proveniente dalla Polonia per consegnare del materiale a una delle due cartiere (Panigada e Della Basilica, ndr) presenti nel tratto di strada».

Conclusa la prima messa in sicurezza, i tecnici provinciali e della Regione Toscana effettueranno dei rilievi tecnici per verificare la stabilità del fronte crollato, su cui si renderà necessario un intervento di consolidamento idraulico-forestale.

Intanto sulla questione interviene il candidato sindaco del centrodestra di Pescia, Francesco Conforti, che chiede «di gestire con tempi certi l’urgenza con la certezza della riapertura della strada interessata dalla frana, data la sua importanza quale arteria vitale di tutta la montagna».

«È insopportabile questo vuoto politico su un’area del nostro territorio, la Valleriana, già messa a dura prova dai tagli e dalle politiche assenteistiche della Provincia – dice Conforti – L’ente provinciale doveva essere chiuso e invece tutt’oggi ancora esiste, ma senza una determinazione precisa sulle sue competenze».

Secondo Conforti «il caso di Sorana rischia di diventare analogo a quello della frana di Uzzano (che per il ripristino ha atteso diversi anni, ndr): da questa prospettiva ne deriverebbe un importante danno alle due aziende cartarie che si trovano al di sopra della frana e resterebbero fortemente penalizzate da una prolungata viabilità chiusa o parzialmente chiusa».

«Con la speranza che i 40.000 euro stanziati siano congrui e non vengano sottratti a quanto previsto per il Ponte del Duomo, viale Garibaldi, dove si deve capire meglio il tipo di intervento, e via Livornese».

Luca Signorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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