Meteo
Le allerte meteo in Valdinievole non sono tutte uguali
Un gruppo di Comuni è nella zona S-1 con la Garfagnana mentre quelli vicini al Padule sono nella A-4 con il Valdarno
MONTECATINI. Le incognite del maltempo, e di chi valuta le sue ricadute. Valdinievole spaccata in due (e provincia di Pistoia in tre) dal Sistema di allerta regionale e dal Centro funzionale regionale di protezione civile. La suddivisione è del 2015: i Comuni di Montecatini, Massa Cozzile, Uzzano, Pescia e Marliana nella zona di allerta S1 (Serchio-Garfagnana-Lima); i Comuni di Pieve a Nievole, Monsummano, Larciano, Lamporecchio, Ponte Buggianese e Chiesina Uzzanese nella zona di allerta A4 (Valdarno Inferiore, più o meno il perimetro del Padule di Fucecchio).
Calzante in proposito la riflessione di Gino Biondi, ex presidente del Consorzio di bonifica e animatore del blog Terme-Cittadini di buon senso: «Per assurdo stamani (martedì 12 dicembre, ndr) alla gelateria Gomma, a Montecatini, c’era allerta rossa (fino alle 6, poi diventata arancione fino alle 13, ndr), mentre al Park Hotel Le Sorgenti, a Pieve a Nievole, l’allerta era gialla». Per intendersi, i due punti presi a riferimento si trovano sulla stessa strada (via Mezzomiglio) a una distanza di circa 600 metri.
La diversa classificazione in cui è inserito il nostro territorio spiega la riunione che si è tenuta lunedì pomeriggio, 11 dicembre, per valutare la prosecuzione o meno della chiusura delle scuole, a cui hanno partecipato solo i rappresentanti di Montecatini, Massa, Buggiano, Uzzano e Pescia. Gli altri sindaci, per la Regione, non dovevano esserci. E infatti non c’erano: le nubi sulla Valdinievole Est preoccupavano meno, già derubricate a codice giallo.
Ne dà un senso il sindaco di Monsummano e presidente della Provincia, Rinaldo Vanni: «La suddivisione riguarda bacini e sottobacini idrografici, non c’entrano niente i confini amministrativi. La rispondenza del territorio è diversa dal punto di vista morfologico e idraulico. Tutti i torrenti che cadono dalla Montagna Pistoiese arrivano nella zona S1, mentre la zona A4 fa riferimento all’area palustre».
Spiega la Regione nella sua delibera del 2015: “Nel processo di revisione delle zone di allerta (che in Toscana sono 26, ndr) gli elementi principali considerati sono: suddivisione in base ai confini amministrativi regionali, suddivisione dei bacini in zone alta/fondovalle/foce relativamente al rischio idraulico e idrogeologico, suddivisione in zone omogenee dal punto di vista climatico per quota ed esposizione”.
Ancora Biondi: «Riguardo ai codici di allerta, forse ci sono degli algoritmi da rivedere e dei dirigenti da rimuovere perché hanno dimostrato entrambi di non funzionare. E poi ho visto scene preoccupanti, come l’utilizzo dei volontari a visionare lo stato dei torrenti. Io credo che sia necessario investire in tecnologia, formazione e prevenzione”. Apriti cielo: nel senso che speriamo torni il sole.
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