Il Tirreno

Montecatini

Per l’ultimo viaggio una sosta davanti al suo ristorante

di Roberto Grazzini
Il feretro di Roberto lascia la chiesa del Santissimo Crocifisso (Foto Nucci)
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Il feretro di Roberto lascia la chiesa del Santissimo Crocifisso (Foto Nucci)

Grande folla, commossa e silenziosa, a Buggiano per il saluto a Roberto Falseni. Presenti anche gli ex compagni di squadra

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BUGGIANO. Un timido raggio di sole filtra tra le case ed illumina il feretro portato a spalla da amici (come l’inseparabile Giuliano Biagi) e parenti, quando poco prima delle 16 di sabato 9 dicembre il corteo funebre partito dalla vicina via XXIV Maggio raggiunge la chiesa del Santissimo Crocifisso. L’ultimo viaggio nella sua Borgo a Buggiano Roberto Falseni lo compie in un silenzio assordante ma letteralmente avvolto in un bagno di folla che si stringe con palpabile calore attorno alla bara ed alla famiglia, unita più che mai in un immenso abbraccio che parte dalle navate stracolme fin sulla piazza.

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Si fa fatica ad entrare. In tanti restano fuori al freddo, come i suoi vecchi compagni di squadra che si schierano quasi a guardia di quell’infaticabile mediano che copriva le spalle a tutti. Ci sono i fratelli Fabrizio e Sileno Passalacqua, il regista Luciano Gavazzi, Gigi Mura, i portieri Luca Gonfiotti e Massimo Guidi, Massimo Gandini.

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Niente può lenire lo straziante dolore di pa

pà Franco, della mamma Grazia, della sorella Sandra, della moglie Paola e dei figli Vittorio e Rita, quest’ultima accompagnata dall’Upv al gran completo, società di cui difende i colori sin da bambina. Tuttavia ognuno nel proprio piccolo vuol far sentire ai familiari non solo la vicinanza ed il cordoglio, ma anche quanto sia stata grande la figura di questo ragazzo che sorrideva sempre alla vita, infaticabile sul campo di calcio e nell’attività professionale.

Inizia a far buio e la temperatura scende ulteriormente ma nessuno si muove. Via Indipendenza è bloccata. La cerimonia funebre termina intorno alle 17. Un applauso rispettoso e la bara prende la direzione del cimitero locale seguita dal corteo di auto. Non prima però di passare di fronte al ristorante “La Fiamma” la sua seconda o forse la prima casa, per lo struggente e doveroso saluto finale.

Il buon Roberto nella sua breve ed intensa esistenza ha comunque lasciato un segno tangibile nella comunità in quanto a bontà generosità e ricchezza d’animo. E di certo ciò non verrà mai dimenticato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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