Italia
il titolare: «CI SENTIAMO SOLI»
Chiesina, al bar Milano furto numero undici
CHIESINA UZZANESE. Undici furti in dieci anni di gestione. L’ultimo nella notte tra mercoledì e ieri. È la sfortunata storia del bar Milano, situato nella centralissima via Vittorio Veneto, nel...
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CHIESINA UZZANESE. Undici furti in dieci anni di gestione. L’ultimo nella notte tra mercoledì e ieri. È la sfortunata storia del bar Milano, situato nella centralissima via Vittorio Veneto, nel cuore di Chiesina. «Da quando ho rilevato l’attività, nel novembre del 2007 abbiamo avuto una media di un furto l’anno – dichiara amareggiato il titolare Daniele Lorenzini – quest’anno a dire il vero erano già venuti a farci visita, lo scorso mese di giugno, ma nonostante avessero spaccato la porta non erano riusciti ad entrare».
La scorsa notte, invece, i ladri sono riusciti a penetrare all’interno del locale aiutandosi con diversi piedi di porco e addirittura con un frullino elettrico, con cui hanno tentato di tagliare la porta semiblindata. Oltre ai danni al tetto e alla porta, hanno distrutto 5 delle 8 slot machine, riuscendo tuttavia a portare via un importo modesto dal momento che il giorno prima il titolare aveva provveduto allo scassettamento. «Questo mi fa supporre che non siano frequentatori abituali – dice Lorenzini – ma che vengano da fuori». Nonostante l’esercizio sia collegato alla stazione dei carabinieri e sia dotato di un sistema di videosorveglianza interno, da dieci anni è funestato da quella che sembra essere una vera e propria “persecuzione”. «Questa volta non sono riusciti a portare via molto, ma altre volte sì – racconta il titolare – e poi i danni sono sempre vistosi. Le forze dell’ordine fanno ciò che possono,ma hanno poche pattuglie e gli interventi non sempre sono tempestivi (l’altra notte sono giunti da Marliana) o comunque utili a scongiurare i fatti. Sarebbe il caso che le istituzioni si attivassero. Il livello di insicurezza aumenta vistosamente e ci sentiamo sempre più soli». (m.s.)
La scorsa notte, invece, i ladri sono riusciti a penetrare all’interno del locale aiutandosi con diversi piedi di porco e addirittura con un frullino elettrico, con cui hanno tentato di tagliare la porta semiblindata. Oltre ai danni al tetto e alla porta, hanno distrutto 5 delle 8 slot machine, riuscendo tuttavia a portare via un importo modesto dal momento che il giorno prima il titolare aveva provveduto allo scassettamento. «Questo mi fa supporre che non siano frequentatori abituali – dice Lorenzini – ma che vengano da fuori». Nonostante l’esercizio sia collegato alla stazione dei carabinieri e sia dotato di un sistema di videosorveglianza interno, da dieci anni è funestato da quella che sembra essere una vera e propria “persecuzione”. «Questa volta non sono riusciti a portare via molto, ma altre volte sì – racconta il titolare – e poi i danni sono sempre vistosi. Le forze dell’ordine fanno ciò che possono,ma hanno poche pattuglie e gli interventi non sempre sono tempestivi (l’altra notte sono giunti da Marliana) o comunque utili a scongiurare i fatti. Sarebbe il caso che le istituzioni si attivassero. Il livello di insicurezza aumenta vistosamente e ci sentiamo sempre più soli». (m.s.)
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