Nel primo anno di vita l’Emporio solidale ha aiutato 230 famiglie
Per il 70% italiani coloro che trovano aiuto allo spaccio che la Croce rossa gestisce grazie a Comune e cittadini
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MONSUMMANO. Sono 230 le famiglie che negli ultimi dodici mesi si sono rivolte all’Emporio solidale della Croce Rossa. E quelle di nazionalità straniera non superano il 30%: già questo è un dato. «Purtroppo vediamo tanti italiani e tante coppie giovani con bambini piccoli – dicono Barbara Magrini e Luca Bartoli, dell’associazione – Noi cerchiamo di insegnare loro a fare la spesa, abbiamo instaurato un rapporto tale con queste persone che adesso vengono qui e si confidano, ci raccontano i loro problemi: hanno fiducia nei nostri volontari».
E adesso, dopo un anno di sperimentazione, è tempo di bilanci per lo spaccio alimentare – finanziato dal Comune con 40.000 euro – aperto nel dicembre 2016 nei 500 metri quadrati dell’ex carrozzeria di via Matteotti 30. Locali che il comitato locale della Cri ha ottenuto in comodato d’uso gratuito per 12 anni dai proprietari. Una succursale della sede di via Ventavoli, che tra l’altro sarà interessata da alcuni lavori di ristrutturazione, dove con una rampa si accede alla rimessa dei mezzi di protezione civile.
Il bancone bianco e gli scaffali dell’Emporio sono invece al piano terra: dall’aprile scorso vi si trovano non solo prodotti alimentari di prima necessità acquistati nei supermercati di Monsummano (circa 2.000 euro di spesa due volte al mese), ma anche abbigliamento e biancheria per le famiglie in difficoltà economica (donati dai negozianti e da semplici cittadini).
I residenti che vi si rivolgono sono selezionati dall’ufficio servizi sociali del Comune, che assegna loro una scheda a punti (massimo 30.000, minimo 10.000 punti) a seconda delle condizioni socio-economiche. C’è poi la merce extra, fornita da aziende del territorio: l’“Arbi” per il pesce surgelato (in tutto una tonnellata in un anno), il calzaturificio “Tiger” che dona la pasta (2 tonnellate), il panificio “Nodo” e la pasticceria “Quirini” per il pane anche senza glutine (una tonnellata), e poi carta igienica, scottex e quant’altro dalla “Celtex” di Capannori. Per avere a disposizione la frutta il viaggio dei volontari (una dozzina in totale si occupano del servizio) arriva fino al mercato ortofrutticolo di Novoli, a Firenze.
«Consideriamo la sperimentazione molto positiva – dice l’assessore al sociale Luca Buccellato – Il progetto ha per noi grande valenza, fornisce sostegno economico duraturo nel tempo, a differenza dei vecchi buoni di acquisto comunali (finanziati con 70.000 euro, ndr) che avevano validità per pochi mesi, e ci consente di ottimizzare le risorse: indirizziamo qui, per esempio, le persone a cui prima fornivamo i buoni alimentari, e così con quei soldi possiamo coprire altri tipi di interventi, come i contributi per le bollette e gli aiuti urgenti di varia natura. L’obiettivo è proseguire con l’Emporio Solidale e farlo diventare un punto di riferimento per la città».
Luca Signorini
E adesso, dopo un anno di sperimentazione, è tempo di bilanci per lo spaccio alimentare – finanziato dal Comune con 40.000 euro – aperto nel dicembre 2016 nei 500 metri quadrati dell’ex carrozzeria di via Matteotti 30. Locali che il comitato locale della Cri ha ottenuto in comodato d’uso gratuito per 12 anni dai proprietari. Una succursale della sede di via Ventavoli, che tra l’altro sarà interessata da alcuni lavori di ristrutturazione, dove con una rampa si accede alla rimessa dei mezzi di protezione civile.
Il bancone bianco e gli scaffali dell’Emporio sono invece al piano terra: dall’aprile scorso vi si trovano non solo prodotti alimentari di prima necessità acquistati nei supermercati di Monsummano (circa 2.000 euro di spesa due volte al mese), ma anche abbigliamento e biancheria per le famiglie in difficoltà economica (donati dai negozianti e da semplici cittadini).
I residenti che vi si rivolgono sono selezionati dall’ufficio servizi sociali del Comune, che assegna loro una scheda a punti (massimo 30.000, minimo 10.000 punti) a seconda delle condizioni socio-economiche. C’è poi la merce extra, fornita da aziende del territorio: l’“Arbi” per il pesce surgelato (in tutto una tonnellata in un anno), il calzaturificio “Tiger” che dona la pasta (2 tonnellate), il panificio “Nodo” e la pasticceria “Quirini” per il pane anche senza glutine (una tonnellata), e poi carta igienica, scottex e quant’altro dalla “Celtex” di Capannori. Per avere a disposizione la frutta il viaggio dei volontari (una dozzina in totale si occupano del servizio) arriva fino al mercato ortofrutticolo di Novoli, a Firenze.
«Consideriamo la sperimentazione molto positiva – dice l’assessore al sociale Luca Buccellato – Il progetto ha per noi grande valenza, fornisce sostegno economico duraturo nel tempo, a differenza dei vecchi buoni di acquisto comunali (finanziati con 70.000 euro, ndr) che avevano validità per pochi mesi, e ci consente di ottimizzare le risorse: indirizziamo qui, per esempio, le persone a cui prima fornivamo i buoni alimentari, e così con quei soldi possiamo coprire altri tipi di interventi, come i contributi per le bollette e gli aiuti urgenti di varia natura. L’obiettivo è proseguire con l’Emporio Solidale e farlo diventare un punto di riferimento per la città».
Luca Signorini
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