Il Tirreno

Montecatini

tragico incidente 

Si scusa con i familiari di Massimo Massimi per un post su Fb

Si scusa con i familiari di Massimo Massimi per un post su Fb

PONTE BUGGIANESE. Nei giorni successivi al tragico incidente, era intervenuto in un dibattito su Facebook: secondo lui la giovane vittima non indossava il casco e lo scooter su cui viaggiava con l’am...

2 MINUTI DI LETTURA





PONTE BUGGIANESE. Nei giorni successivi al tragico incidente, era intervenuto in un dibattito su Facebook: secondo lui la giovane vittima non indossava il casco e lo scooter su cui viaggiava con l’amico aveva il faro spento. Affermazioni risultate poi prive di fondamento e per le quali Dano Paolo Pippi era stato querelato per diffamazione dai familiari di Massimo Massimi, il 17enne che, travolto da un automobilista ubriaco, perse la vita nell’ottobre 2014, a Ponte Buggianese. Oggi, per quelle affermazioni fatte in buona fede, Pippi chiede scusa alla famiglia, con una lettera.

«Con la presente – scrive – è mia intenzione innanzitutto porre le mie più sentite scuse per quanto accaduto. È evidente che il mio commento su Facebook era inopportuno ed ha certamente aggravato il vostro dolore, in un momento di evidente disperazione. Quanto ho scritto appare tanto più censurabile in considerazione del fatto che le circostanze riferite non risultano veritiere. Mi preme comunque, ribadendo le mie scuse e senza alcuna giustificazione, precisare la mia condotta anche al fine di rappresentarvi che nelle mie parole non vi era alcuna volontà di offendere l’onore e il decoro del vostro caro familiare, tutt’altro. Purtroppo, avevo recepito tali errate circostanze in un breve colloquio con un conoscente testimone dell’accaduto. Avevo dunque ritenuto opportuno, sbagliando, riportare circostanze che ritenevo veritiere, per onore della cronaca, in un contesto nel quale, vista la gravità dell’evento, non emergevano. Leggendo ora gli atti che mi riguardano mi sono accorto che la persona con cui avevo parlato, in realtà, aveva riferito tutt’altro all’autorità. Ritengo dunque possibile di aver male interpretato quanto a me riferito all’epoca, ma tutto ciò evidentemente non scusa la mia condotta e l’ulteriore dolore che vi ho recato».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani