Italia
Monaco si sfoga: «In Valdinievole abituati male»
PONTE BUGGIANESE. «In Valdinievole erano abituati a pagare meno perché al loro posto provvedeva qualcun altro, i pisani ad esempio. Eppure, nonostante le proteste, il 70% di loro ha saldato i conti...
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PONTE BUGGIANESE. «In Valdinievole erano abituati a pagare meno perché al loro posto provvedeva qualcun altro, i pisani ad esempio. Eppure, nonostante le proteste, il 70% di loro ha saldato i conti con il Consorzio di bonifica. Io, comunque, avevo chiesto alla Regione un margine di manovra per ridurre i picchi tariffari, come in Valdinievole e a Ponsacco, ma mi è stato risposto di no. E allora che cosa diavolo devo fare?».
Dopo la diffida annunciata dal governatore della Toscana, Enrico Rossi, parla il presidente del Consorzio Basso Valdarno, Marco Monaco. Che ribatte punto per punto alle “accuse”: «Se non abbiamo approvato il piano di organizzazione dell’organico – sottolinea – è perché alle riunioni manca spesso il numero legale: serve una maggioranza qualificata e i sindaci, forse anche perché i loro incarichi sono gratuiti, non riescono ad esserci. Il numero legale è 15».
Sui ritardi sulle opere, Monaco non ha dubbi. «Ci dicono che non tagliamo l’erba – dice – ma che senso ha farlo ora, se a dicembre siamo punto e a capo? Se non ci sono problemi, per risparmiare preferisco aspettare. Sono soldi pubblici». Mentre sullo stipendio del direttore generale, secondo la Regione fuori dai parametri, il presidente ha una lettura diversa. «Non penso che Rossi si riferisca a Bracci – precisa – ma forse all’ex direttore Fambrini. È ancora in organico e il suo stipendio lo aveva deliberato il vecchio consorzio: ci sono una serie di problematiche legate al suo status giuridico. Ma io – conclude Monaco – da Rossi non ho ricevuto nulla e apprendo tutto dal Tirreno».
Stefano Taglione
Dopo la diffida annunciata dal governatore della Toscana, Enrico Rossi, parla il presidente del Consorzio Basso Valdarno, Marco Monaco. Che ribatte punto per punto alle “accuse”: «Se non abbiamo approvato il piano di organizzazione dell’organico – sottolinea – è perché alle riunioni manca spesso il numero legale: serve una maggioranza qualificata e i sindaci, forse anche perché i loro incarichi sono gratuiti, non riescono ad esserci. Il numero legale è 15».
Sui ritardi sulle opere, Monaco non ha dubbi. «Ci dicono che non tagliamo l’erba – dice – ma che senso ha farlo ora, se a dicembre siamo punto e a capo? Se non ci sono problemi, per risparmiare preferisco aspettare. Sono soldi pubblici». Mentre sullo stipendio del direttore generale, secondo la Regione fuori dai parametri, il presidente ha una lettura diversa. «Non penso che Rossi si riferisca a Bracci – precisa – ma forse all’ex direttore Fambrini. È ancora in organico e il suo stipendio lo aveva deliberato il vecchio consorzio: ci sono una serie di problematiche legate al suo status giuridico. Ma io – conclude Monaco – da Rossi non ho ricevuto nulla e apprendo tutto dal Tirreno».
Stefano Taglione
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