Mercato coperto: i lavori non sono ancora cominciati. E i negozi? Si sono sistemati (bene) nei dintorni
Le storiche attività di Montecatini che erano all’interno si sono tutte trasferite a pochi passi, rilanciandosi con ampliamenti e nuovi arredi: la zona sta "crescendo", in attesa che si apra il cantiere nel complesso commerciale
MONTECATINI. Un tempo brulicante di persone, via vai continuo e vociare fragoroso; adesso rischia di restare in assordante silenzio per diversi mesi. Vuoto e dimenticato. Non è chiaro quando potrà iniziare il restyling del Mercato coperto, chiamato a nuova vita. Nessuno fuga i dubbi. In compenso, nelle strade immediatamente adiacenti al complesso commerciale, spuntano attività, aperture, eccellenze alimentari. E molto spesso si tratta dei "traslochi" delle attività che prima trovavano posto all'interno del perimetro Martini-Garibaldi-Leoncavallo-Mazzini.
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«Dal punto di vista burocratico e urbanistico i passaggi dovrebbero essere quasi tutti completati – dice il sindaco Giuseppe Bellandi – il progetto è stato depositato ed è arrivato il nulla osta della Soprintendenza per i beni storici e architettonici, va firmato il testo finale della convenzione. La condizione sine qua non per far partire gli interventi era che il mercato si svuotasse di attività, cosa avvenuta. E tra l’altro ho notato che i trasferimenti hanno portato parecchio movimento nell’area di corso Roma, dove oggi i fondi sfitti si sono molto ridotti».
Così Oliviero Zavagli, che con la sua Immobiliare Padulette ha vinto il bando pubblicato dal Comune nel 2016, e si è aggiudicato la concessione lunga 9 anni (e rinnovabile per altri 9) di tutto il complesso: «Il bando di assegnazione non fissa un termine per l’avvio del cantiere – precisa – aspettiamo sempre il via libera della commissione edilizia comunale. La struttura comunque resta quella, non servono permessi a costruire, ma i tempi sono ancora lunghi, c’è da avere il parere dell’Asl, per esempio».
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Era emerso che la ristrutturazione del gioiello Liberty inaugurato nel 1948 potesse partire tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2018. Previsione a quanto sembra un po’troppo ottimistica. Le cancellate sono ancora aperte ma dentro non c’è più nessuno. Bandoni verdi abbassati e tanto spazio. Restano dove sono i pochi ambulanti di frutta e verdura, che occupano la porzione del mercato affacciata su via Garibaldi, l’unica non interessata dai futuri lavori.
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Molte attività importanti del mercato hanno lasciato i loro fondi per spostarsi negli immediati dintorni. E' il caso di Primizie di Fossacchia, una boutique del cibo: frutta e vedura, generi alimentari vari, piccola gastronomia di eccellenza. Il negozio di Andrea Lombardo si è spostato di pochi metri, in via Ferdinando Martini; ha piazzato un tavolino e una panchina sul marciapiede per accogliere meglio i clienti (e su quel tavolino c'è spesso proprio Il Tirreno) e con discrezione e garbo sta diventando un piccolo luogo di ritrovo che unisce il commercio all'incontro. La Polleria Grelloni dopo un secolo si è trasferita di pochi metri in via Leoncavallo, con un bell'allestimento di interni, di fronte alla pasticceria Pellegrini, l’isolato è lo stesso. Il negozio di piante e fiori Romualdi – 60 anni all’interno del mercato coperto – ha scelto la vicina via Mazzini, angolo con via Savi. Soliti paraggi. Il bar del mercato (oggi si chiama Planet) ha aperto da qualche settimana su corso Roma (angolo con via Bovio), dirimpetto alla nuova sede della Guardia di Finanza. Locale rinnovato e tavolini all’aperto. Un alimentari e ortrofrutta ha traslocato in via Martini, la strada che costeggia verso sud la struttura liberty. Sabato inaugura anche Il Frutteto in via Mazzini, civico numero 43. Era l’ultimo baluardo contro il polo del gusto che verrà, con ristorantini, locali, wine bar, street food e quant’altro. Il progetto ci dovrebbe essere e forse qualcuno l’avrà anche visto. Ma prima ci sono da rifare la copertura del loggiato, l’impianto di illuminazione a led, il muretto perimetrale, la tinteggiatura delle facciate, le torrette di alimentazione. Il cantiere prima o poi partirà. A saperlo.
Tra mugugni, trattative e critiche, c'è anche il bicchiere mezzo pieno. La parte interessante di questa situazione è che i negozi "del mercato" (che del mercato non sono più) dimostrano con i fatti che nelle potenzialità di questo quartiere di Montecatini Terme ci credono. Non è un caso se le loro nuove sedi sono tutte in zona, a pochi passi da quella che un tempo era la loro "casa comune". Ci credono, e insieme ad altri protagonisti della zona (da Pellegrini alla pescheria Rosellini e ai pastifici) stanno di fatto riformando un piccolo "distretto del gusto". Vediamo se il "nuovo" mercato parteciperà a questa partita.
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