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«Crisi idrica scongiurata grazie al lavoro»
Parla Luca Manna responsabile per Acque Toscane spa del piano che ha fatto fronte all’emergenza
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MONTECATINI. «A Montecatini si può finalmente affermare con ufficialità di aver scongiurato la crisi idrica minacciata dalla straordinaria siccità dell'estate 2017, la più torrida in assoluto dopo quella del 2003», si legge in un comunicato di Acque Toscane spa.
«Si è dunque rivelato efficace il piano messo a punto dall'unità di crisi insediata dal gestore dell'acquedotto Acque Toscane in seguito all'illuminata e pronta dichiarazione di emergenza idrica emessa dall'Autorità Idrica Toscana nei primi giorni di giugno 2017».
Luca Manna, responsabile delle operazioni e portavoce di Acque Toscane spa, ricorda le varie fasi di questa lunga estate calda.
«Questa volta – spiega Manna – possiamo attribuire il successo del piano di emergenza al buon lavoro sinergico avviato proprio dall'Ait che non ha esitato a dichiarare l'emergenza idrica non appena ha ravvisato le potenzialità meteorologiche negative della stagione estiva che si è appena conclusa. Probabilmente, in quel momento, i non addetti ai lavori possono averlo letto come un azzardo. Ma chi, come noi, è dentro il sistema, ha apprezzato la lungimiranza e la professionalità dell'Autorità idrica toscana che, oltre tutto, ha dato il via libera ai gestori per effettuare direttamente le azioni necessaria per salvaguardare e incrementare le risorse idriche attraverso un piano straordinario di investimenti. Insomma, ha concesso di snellire il consueto e articolato iter burocratico».
Quali sono state le azioni che Acque Toscane ha intrapreso per far fronte alla crisi idrica?
«Essenzialmente – è la risposta del dirigente – ci siamo mossi su tre principali versanti. Il primo, la ricerca perdite. Una attività che, per Acque Toscane, è divenuta ormai consueta ma che in questi mesi estivi è stata ulteriormente intensificata e ha permesso di recuperare un cospicuo numero di litri secondo. Il secondo strumento al quale abbiamo dovuto ricorrere è stato la messa in atto di una serie di interventi strutturali e azioni di manutenzione e implementazione straordinaria degli impianti. Il terzo versante sul quale abbiamo lavorato è quello della comunicazione. Abbiamo diffuso l'informazione sull'emergenza idrica, allegando il decalogo anti crisi, innanzi tutto con pubblicità, comunicati stampa e articoli di giornale».
«Si è dunque rivelato efficace il piano messo a punto dall'unità di crisi insediata dal gestore dell'acquedotto Acque Toscane in seguito all'illuminata e pronta dichiarazione di emergenza idrica emessa dall'Autorità Idrica Toscana nei primi giorni di giugno 2017».
Luca Manna, responsabile delle operazioni e portavoce di Acque Toscane spa, ricorda le varie fasi di questa lunga estate calda.
«Questa volta – spiega Manna – possiamo attribuire il successo del piano di emergenza al buon lavoro sinergico avviato proprio dall'Ait che non ha esitato a dichiarare l'emergenza idrica non appena ha ravvisato le potenzialità meteorologiche negative della stagione estiva che si è appena conclusa. Probabilmente, in quel momento, i non addetti ai lavori possono averlo letto come un azzardo. Ma chi, come noi, è dentro il sistema, ha apprezzato la lungimiranza e la professionalità dell'Autorità idrica toscana che, oltre tutto, ha dato il via libera ai gestori per effettuare direttamente le azioni necessaria per salvaguardare e incrementare le risorse idriche attraverso un piano straordinario di investimenti. Insomma, ha concesso di snellire il consueto e articolato iter burocratico».
Quali sono state le azioni che Acque Toscane ha intrapreso per far fronte alla crisi idrica?
«Essenzialmente – è la risposta del dirigente – ci siamo mossi su tre principali versanti. Il primo, la ricerca perdite. Una attività che, per Acque Toscane, è divenuta ormai consueta ma che in questi mesi estivi è stata ulteriormente intensificata e ha permesso di recuperare un cospicuo numero di litri secondo. Il secondo strumento al quale abbiamo dovuto ricorrere è stato la messa in atto di una serie di interventi strutturali e azioni di manutenzione e implementazione straordinaria degli impianti. Il terzo versante sul quale abbiamo lavorato è quello della comunicazione. Abbiamo diffuso l'informazione sull'emergenza idrica, allegando il decalogo anti crisi, innanzi tutto con pubblicità, comunicati stampa e articoli di giornale».
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