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Riccardo Magrini si è svegliato ma resta in pericolo
Colpito da un infarto mentre era ospite ad una trasmissione tv, è ricoverato all'ospedale San Raffaele. Uscito dal coma, ha riconosciuto i familiari e stretto la mano al figlio
MONTECATINI. Riccardo Magrini è nel cuore di tutti gli sportivi appassionati di ciclismo e tutti gli sono vicini mentre sta lottando per la vita all’ospedale di San Raffaele di Milano.
Le condizioni dell’ex campione di ciclismo e opinionista di Eurosport, colto da infarto lunedì sera 28 agosto mentre era ospite per un’intervista negli studi Sky a Milano, sono migliorate nella giornata di martedì 29 ma rimangono gravi: risvegliato dal coma farmacologico che i medici avevano indotto dopo l’infarto che lo ha colpito durante una diretta tv negli studi di Sky, ha riconosciuto i familiari: la compagna Raffaella, i figli Giulia e Giovanni. Proprio quest’ultimo, con un messaggio su Twitter, ha confermato che il padre gli ha stretto la mano con forza. Un segnale incoraggiante, anche se è sempre possibile che emergano complicazioni.
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Riccardo Magrini è conosciutissimo in Valdinievole. Nato a Montecatini il 26 dicembre 1954, il suo debutto ufficiale nel mondo del ciclismo pedalato risale al 1971, nella categoria Allievi, quando riesce subito ad imporsi nella gara di Marginone (Lucca). Dopo gli ottimi trascorsi nelle categorie dilettantistiche, con vittorie e maglie azzurre in serie, e la sfortunata partecipazione al Mondiale di Montreal 1974, nel 1976, a soli 22 anni, Magrini riceve delle concrete proposte per passare professionista, ma a causa di problemi contrattuali deve ritardare di un anno l’approdo alla massima categoria ciclistica, che avviene nel 1977 con la “locale” squadra della Fiorella Mocassini.
E tra i professionisti ha saputo costruirsi nell’arco di 10 anni, dal 1977 al 1986, il ruolo di prezioso luogotenente per capitani illustri, ma è riuscito anche a piazzare delle memorabili “rasoiate” vincenti, ottenendo quattro vittorie tra le quali spicca su tutte quella dell’8 luglio 1983, colta sul traguardo dell’Ile d’Oleron, settima tappa del Tour de France.
Ma Riccardo Magrini ha saputo utilizzare la simpatia e il carattere esuberante per dimostrarsi anche un vero e proprio show-man del ciclismo, tanto da venire soprannominato da noti giornalisti, per i suoi sketch estemporanei nel cuore del plotone (del tipo suonare la fisarmonica... ) e agli arrivi, il “Jerry Lewis” del pedale.
Appesa la bici al chiodo, ha successivamente dimostrato tutta la sua bravura come diesse, dirigendo tra i professionisti assi del calibro di Pantani, Cipollini, Ballerini – che condusse alla prima vittoria tra i Prof – e, nelle categorie minori, il talento australiano Allan Davis e il “Marine” di San Baronto Giovanni Visconti. Ma la vera vocazione del “Magro” o “Rik Van Magren”, (questi sono i suoi soprannomi) si è affermata nel mondo dei media. Dopo il debutto come conduttore su Tvl-Tv Libera Pistoia, c’è stato l’ approdo ad Eurosport per commentare in diretta – prima con Andrea Berton e quindi con Salvo Aiello – le più importanti gare del ciclismo internazionale. E proprio nella veste di esuberante opinionista, sempre divertente e originale, ogni ciclofilo lo vuol rivedere al più presto.
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