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Via ai lavori di scavo anche se in ritardo: «Noi controlleremo»

Via ai lavori di scavo anche se in ritardo: «Noi controlleremo»

PONTE BUGGIANESE. In merito all’esposto presentato per il ritardo dei lavori in Padule, l’associazione proprietari “Terra Nostra Unita” vuole chiarire che «non è finalizzato a bloccare i lavori di...

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PONTE BUGGIANESE. In merito all’esposto presentato per il ritardo dei lavori in Padule, l’associazione proprietari “Terra Nostra Unita” vuole chiarire che «non è finalizzato a bloccare i lavori di scavo in Padule, necessari per garantire il sistema di deflusso delle acque. Tutt’altro. Ma riteniamo francamente inaccettabile questo continuo rimpallo tra istituzioni e Consorzio di bonifica che dura ormai da anni. Siamo arrivati al paradosso di rischiare non poter procedere neppure quest’anno per l’avvenuta scadenza della Via che è di durata quinquennale. Ma ci rendiamo conto?».

La nota di “Terra Nostra Unita” prosegue ricordando che «adesso si parla, forse, di inizio agosto, ma è chiaro che aver perso luglio significherà, nella migliore delle ipotesi, un’esecuzione molto parziale dei lavori, vista la particolarità dell’area in questione. Basterà infatti un forte temporale per compromettere tutto».

«Noi comunque i primi di agosto saremo in Padule ad aspettare gli escavatori per seguire passo passo come procederanno, pronti come sempre a collaborare per la buona riuscita dei lavori, promettono i proprietari.

Ma ciò non toglie che il quadro generale delle risorse pubbliche per l’ambiente «è fortemente compromesso. Come tutti sappiamo – sottolineano – la stessa Regione Toscana per l’annualità 2017 ha stanziato per tutte le 46 riserve naturali della Regione (una è quella del Padule) la somma complessiva di 140.000 euro; a livello nazionale la legge di riforma dei parchi, in discussione in questi giorni al Senato, va a stanziare un milione di euro all’anno per i prossimi 3 anni per tutte le aree protette marine d’Italia. E noi abbiamo la fortuna di avere, grazie al progetto compensativo della depurazione, una somma di 5 milioni di euro (che è una cifra immensa per una realtà tutto sommato piccola com’è il Padule di Fucecchio) e non siamo in grado ormai da quasi 10 anni di poter procedere. Questo è francamente inaccettabile. Il Padule è allo stremo e nonostante la disponibilità delle risorse, chi dovrebbe fare non fa. C’è sempre qualche motivo ostativo e la colpa di questi ritardi non è mai di nessuno».

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