Italia
Peculato, coniugi residenti a Montecatini condannati dal tribunale di Genova
Marylin Fusco era consigliera regionale in Liguria, il marito Giovanni Paladini deputato dell'Idv
MONTECATINI. Coniugi condannati per peculato in primo grado dal tribunale di Genova. Per l'esattezza a 4 anni la moglie e a 3 anni il marito. Sono Marylin Fusco e Giovanni Paladini (ex consigliera regionale lei, ex deputato lui, entrambi per l'Italia dei valori), con residenza nella zona Musicisti a Montecatini, coinvolti nell'inchiesta per le "spese pazze" in Regione Liguria nel periodo dal 2010 al 2012. Con la stessa sentenza è stato condannato a 4 anni e 6 mesi anche l’ex vicepresidente della giunta regionale ligure Nicolò Scialfa.
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Secondo l’accusa del procuratore aggiunto Francesco Pinto, i consiglieri avevano fatto acquisti personali (vini pregiati, libri, viaggi in taxi, messa in piega dal parrucchiere e cibo per animali, persino biancheria intima) con i soldi ricevuti dalla Regione Liguria a titolo di rimborso elettorale e che dovevano invece essere usati a fini istituzionali. Per questo l’accusa era di peculato.
Marylin Fusco era stata raggiunta nel giugno 2014 da un’ordinanza di custodia cautelare, con gli arresti domiciliari nella sua abitazione di Montecatini. Domiciliari revocati pochi giorni dopo in seguito alle sue dimissioni da consigliera regionale. Il 14 gennaio 2014 erano scattate le perquisizioni nell’abitazione di famiglia eseguite dalla guardia di finanza, nell’ambito delle indagini che avevano portato all’arresto di Nicolò Scialfa. La perquisizione era finalizzata a rintracciare eventuali beni non acquistati per fini istituzionali.
La Fusco, eletta nel 2010 nella lista dell’Idv, secondo gli inquirenti aveva presentato spese di ristorazione e di trasporto effettuate anche in giorni festivi che non riguardavano l'attività istituzionale. Avrebbe speso in un anno circa 4 mila euro solo in taxi, anche per brevi spostamenti.
Il marito Giovanni Paladini, ex segretario generale aggiunto del sindacato di polizia Sap ed ex deputato di Idv, era indagato in concorso. Gli erano contestati cinque acquisti di materiale di cancelleria di pregio.
Marito e moglie all'epoca in cui scattarono gli arresti domicliiari per la donna gestivano un hotel a 4 stelle in viale 4 Novembre di Montecatini, successivamente tornato alla conduzione diretta da parte della proprietà.
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