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traffico di prodotti contraffatti 

Tenta il furto per riprendersi le griffe sequestrate: arrestato 

Tenta il furto per riprendersi le griffe sequestrate: arrestato 

PISTOIA. Borse griffate, e poi cravatte, foulard, accessori di moda: pezzi praticamente identici agli originali e corredati perfino dai certificati di autenticità. Una filiera del falso che da un...

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PISTOIA. Borse griffate, e poi cravatte, foulard, accessori di moda: pezzi praticamente identici agli originali e corredati perfino dai certificati di autenticità. Una filiera del falso che da un laboratorio nell’hinterland fiorentino arrivava fino alle boutique di lusso del Centro e Nord Italia e perfino a quelle di Russia, Croazia e Malta. Un traffico illecito che lo scorso maggio era stato stroncato grazie a un indagine della procura di Pistoia e alla Finanza, che aveva sequestrato oltre 55.000 articoli di lusso contraffatti. Prodotti che, stoccati in un magazzino e affidati a un custode giudiziale, nei giorni scorsi ha tentato di rubare l’imprenditore cinese a cui erano stati sequestrati.

Hu Shoumian, 40 anni, residente a Signa (Firenze), è stato arrestato ieri mattina dai Finanzieri Comando provinciale di Firenze, che hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal gip del tribunale di Pistoia, Alessandro Buzzegoli, su richiesta della procura della Repubblica diretta da Paolo Canessa. Il cittadino cinese, già indagato per i reati di contraffazione e ricettazione, è adesso accusato anche di violazione della pubblica custodia di cose.

Il provvedimento costituisce la prosecuzione dell’attività investigativa – coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco - che aveva portato a maggio all’esecuzione di due misure cautelari di natura interdittiva: obbligo di dimora e di firma per Salvatore Arcidiacono, 66enne di origini siciliane residente a Massa e Cozzile, e Luciano Cossari, 59 anni, di Lastra a Signa. E al sequestro di oltre 55.000 articoli di pelletteria contraffatti di elevatissima fattura, completi di certificati di garanzia (abilmente artefatti e/o originali provenienti da alcuni furti), dei modelli più in voga di famose griffe quali “Cloe’”, “Prada”, “Gucci”, “Chanel”, “Louis Vuitton”, “Valentino”, “Miu Miu”, “Hermes” e “Celine”.

Le indagini erano scattate nel febbraio del 2016, dopo che Arcidiacono fu fermato per un controllo dalla Finanza a Pieve a Nievole. Nell’auto furono trovati articoli contraffatti e numerosi certificati di autenticità Chanel, con tanto di codici di controllo. Per l’accusa si dedicava a tempo pieno al commercio di falsi. Dai pedinamenti e dalle intercettazioni è emerso che trattava con potenziali clienti ogni giorno.

Tornando all’arresto di ieri, il 40enne imprenditore cinese al quale erano stati sequestrati gran parte degli articoli di pelletteria, si sarebbe accordato con alcuni connazionali per organizzare il furto (non andato a buon fine per il tempestivo intervento delle forze dell'ordine) degli articoli sequestrati, che, dopo essere stati catalogati, erano stati affidati un custode giudiziale appositamente nominato, in attesa degli sviluppi del procedimento penale.

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