Meteo
«Su mio figlio hanno detto troppe cose davvero brutte»
Dall’agriturismo in cui il sindaco Pd Oreste Giurlani si trova agli arresti domiciliari le parole cariche di tristezza della madre. Martedì l’interrogatorio di garanzia
2 MINUTI DI LETTURA
PESCIA. «Oreste sta bene, o almeno sembra. Quello che ha dentro però lo sa solo lui». All’altro capo del telefono, la madre di Oreste Giurlani, dal suo agriturismo a Pietrabuona, dove il primo cittadino si trova agli arresti domiciliari da giovedì sera. «Non posso dirvi niente di che – ci dice tristemente – anche perché non sappiamo niente. Siamo in attesa che la giustizia faccia il suo corso».
E la giustizia il suo corso lo sta facendo. Mentre le indagini vanno avanti, martedì mattina alle 9,30 ci sarà l’interrogatorio di garanzia davanti al gip del tribunale di Firenze. Giurlani deciderà assieme al suo avvocato, Gabriele Melani, se rispondere o meno alle domande del giudice.
Intanto, alla domanda se la famiglia ha ricevuto manifestazioni di solidarietà, la mamma del sindaco risponde che «sì, ce ne sono state, in città tante persone, quelle amiche, hanno mostrato il loro lato umano e si sono fatte vive manifestando il loro sostegno. Purtroppo però c’è anche tanta cattiveria, e di cose brutte se ne sono dette troppe».
Dette e scritte, soprattutto sui social, dove i pesciatini si sono scatenati. Davanti ai taccuini dei giornalisti però le dichiarazioni di tutti si ammorbidiscono. Tanti si trincerano dietro le frasi di rito. «Siamo fiduciosi nell’operato della magistratura e attendiamo di capire che cosa sia realmente successo» è la frase ripetuta da politici e amministratori che poi, a microfoni spenti, manifestano il loro sbigottimento e la loro incredulità per i fatti emersi.
Lo stesso sbigottimento manifestato dal padre del sindaco, Tiziano Giurlani, mentre in attesa che il figlio fosse riportato a casa dopo una giornata nella Caserma della Finanza, aveva detto di conoscere suo figlio «e per questo non posso credere a certe accuse».
E lo stesso sbigottimento lo vive la città di Pescia, che di scossoni negli ultimi anni ne ha subiti tanti, ma mai così grossi. Le ultime due legislature non sono giunte al termine, e con una spada di Damocle che pende anche su questa – perché in molti credono che questo mandato sia oramai giunto al termine – il futuro appare nero. C'è chi si aspetta il peggio e pensa che la pentola sia stata solo scoperchiata, e c'è chi invece si preoccupa dei tanti progetti avviati e annunciati da questa amministrazione: progetti che avrebbero dovuto portare crescita, lavoro, cultura e che ora nessuno sa che fine faranno.
Francesca Maltagliati
E la giustizia il suo corso lo sta facendo. Mentre le indagini vanno avanti, martedì mattina alle 9,30 ci sarà l’interrogatorio di garanzia davanti al gip del tribunale di Firenze. Giurlani deciderà assieme al suo avvocato, Gabriele Melani, se rispondere o meno alle domande del giudice.
Intanto, alla domanda se la famiglia ha ricevuto manifestazioni di solidarietà, la mamma del sindaco risponde che «sì, ce ne sono state, in città tante persone, quelle amiche, hanno mostrato il loro lato umano e si sono fatte vive manifestando il loro sostegno. Purtroppo però c’è anche tanta cattiveria, e di cose brutte se ne sono dette troppe».
Dette e scritte, soprattutto sui social, dove i pesciatini si sono scatenati. Davanti ai taccuini dei giornalisti però le dichiarazioni di tutti si ammorbidiscono. Tanti si trincerano dietro le frasi di rito. «Siamo fiduciosi nell’operato della magistratura e attendiamo di capire che cosa sia realmente successo» è la frase ripetuta da politici e amministratori che poi, a microfoni spenti, manifestano il loro sbigottimento e la loro incredulità per i fatti emersi.
Lo stesso sbigottimento manifestato dal padre del sindaco, Tiziano Giurlani, mentre in attesa che il figlio fosse riportato a casa dopo una giornata nella Caserma della Finanza, aveva detto di conoscere suo figlio «e per questo non posso credere a certe accuse».
E lo stesso sbigottimento lo vive la città di Pescia, che di scossoni negli ultimi anni ne ha subiti tanti, ma mai così grossi. Le ultime due legislature non sono giunte al termine, e con una spada di Damocle che pende anche su questa – perché in molti credono che questo mandato sia oramai giunto al termine – il futuro appare nero. C'è chi si aspetta il peggio e pensa che la pentola sia stata solo scoperchiata, e c'è chi invece si preoccupa dei tanti progetti avviati e annunciati da questa amministrazione: progetti che avrebbero dovuto portare crescita, lavoro, cultura e che ora nessuno sa che fine faranno.
Francesca Maltagliati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
