Italia
celebrazioni nell’incertezza
E alla Festa della Repubblica si parla del valore dell’onestà
PESCIA. Le bandiere dell’Italia e dell’Europa svettano in alto sopra il palco. I genitori, cellulari in mano, pronti ad immortalare ogni gesto dei propri piccoli, appaiono allegri. I bambini,...
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PESCIA. Le bandiere dell’Italia e dell’Europa svettano in alto sopra il palco. I genitori, cellulari in mano, pronti ad immortalare ogni gesto dei propri piccoli, appaiono allegri. I bambini, emozionati, in jeans e maglietta bianca sono pronti ad esibirsi. Ci sono i palloncini colorati, le bancarelle di libri e di dolci. Sullo sfondo i colori e la bellezza del giardino di Villa Garzoni. Sembra tutto perfetto in questa calda giornata di festa in cui a Collodi si festeggia l’anniversario della Repubblica. Eppure qualcosa stona e questa quiete dopo la tempesta che ieri si è abbattuta sulla città di Pescia appare innaturale.
Nessuno parla di quanto accaduto. Ci sono le famiglie e ci sono i bambini che intonano l’Inno alla Gioia e poi Fratelli d’Italia, e forse non è il luogo, né il momento per parlare del fatto che il sindaco Oreste Giurlani non è presente perché agli arresti domiciliari con l’accusa di peculato. Appare inadeguato ricordare che il giorno precedente la Finanza è entrata in Comune per cercare informazioni fra le carte personali del primo cittadino e che quest’ultimo è accusato di aver sottratto quasi 600.000 euro dai conti dell’Uncem nel periodo in cui di quest’ente era presidente.
Non si può sciupare una giornata di festa e far ricadere su chi quella festa l’ha voluta e preparata – le scuole e i bambini – il peso di certe accuse. E allora si sale sul palco per gli interventi di rito, per ricordare i valori su cui si fonda la Repubblica. Si assiste alle esibizioni, si applaude e ci si saluta felici. Fra i presenti i tre assessori Marco Della Felice, Maurizio Di Vita ed Elisa Romoli, reduci da una lunga giornata fatta da riunioni d’emergenza e probabilmente da una notte in bianco. Assente il consigliere regionale Marco Niccolai che da programma sarebbe dovuto intervenire. Sul palco, con la fascia tricolore, Della Felice ricorda come «quella della Repubblica sia la festa di tutti, uno dei momenti più importanti per celebrare la democrazia».
Della Felice ringrazia «le scuole e le istituzioni, due pilastri su cui si fonda la democrazia, portatori di valori profondi e garanzia di equilibrio e di onestà».
E di onestà parla anche nel suo discorso Pier Francesco Bernacchi, segretario della Fondazione Collodi. «Festeggiare la Festa della Repubblica qui a Collodi – dice – insieme alle scuole e ai bambini ha un significato importante, perché proprio qui ha sede una Fondazione che da sempre si dedica al mondo dei ragazzi attraverso progetti finalizzati a contrastare l’analfabetismo e a diffondere la cultura. Il futuro è sempre dei giovani. Avevo 6 anni quando ebbe luogo il referendum che sancì la nascita della Repubblica, ma ricordo bene l’entusiasmo e la gioia di poter realizzare le prime elezioni libere. Di lì a poco la nostra piccola Italia divenne la sesta potenza industriale del Mondo. Ciò che ci ha permesso di crescere in questo modo sono stati la cultura, la scuola e quei valori di parità fra le classi sociali, lavoro e onestà su cui si fonda la nostra Repubblica. Per questo, in questo settantunesimo anniversario della Repubblica, il messaggio che vorremo lanciare è quello di ricordarci di quei valori e di ripartire da quelli per costruire il domani».
Un domani che però a Pescia appare quanto mai incerto. Come l’amministrazione porterà avanti il suo mandato e se ci sono le condizioni per farlo è ancora un gran punto di domanda. «Con gli altri assessori – ci dice Della Felice alla fine delle celebrazioni – ci siamo recati in prefettura per capire cosa prevede la procedura in questi casi. Entro pochi giorni verrà emanato dal prefetto un decreto che stabilirà la sospensione di Giurlani dalla carica di sindaco. A quel punto, come assessore anziano, dovrei essere io a prenderne le funzioni (a meno che Giurlani intanto non decida di dimettersi, e in quel caso il consiglio Comunale si scioglierebbe automaticamente) ma prima dobbiamo capire se c’è, da parte dell’amministrazione, maggioranza e opposizione, la capacità e soprattutto la volontà politica di andare avanti».
Francesca Maltagliati
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Nessuno parla di quanto accaduto. Ci sono le famiglie e ci sono i bambini che intonano l’Inno alla Gioia e poi Fratelli d’Italia, e forse non è il luogo, né il momento per parlare del fatto che il sindaco Oreste Giurlani non è presente perché agli arresti domiciliari con l’accusa di peculato. Appare inadeguato ricordare che il giorno precedente la Finanza è entrata in Comune per cercare informazioni fra le carte personali del primo cittadino e che quest’ultimo è accusato di aver sottratto quasi 600.000 euro dai conti dell’Uncem nel periodo in cui di quest’ente era presidente.
Non si può sciupare una giornata di festa e far ricadere su chi quella festa l’ha voluta e preparata – le scuole e i bambini – il peso di certe accuse. E allora si sale sul palco per gli interventi di rito, per ricordare i valori su cui si fonda la Repubblica. Si assiste alle esibizioni, si applaude e ci si saluta felici. Fra i presenti i tre assessori Marco Della Felice, Maurizio Di Vita ed Elisa Romoli, reduci da una lunga giornata fatta da riunioni d’emergenza e probabilmente da una notte in bianco. Assente il consigliere regionale Marco Niccolai che da programma sarebbe dovuto intervenire. Sul palco, con la fascia tricolore, Della Felice ricorda come «quella della Repubblica sia la festa di tutti, uno dei momenti più importanti per celebrare la democrazia».
Della Felice ringrazia «le scuole e le istituzioni, due pilastri su cui si fonda la democrazia, portatori di valori profondi e garanzia di equilibrio e di onestà».
E di onestà parla anche nel suo discorso Pier Francesco Bernacchi, segretario della Fondazione Collodi. «Festeggiare la Festa della Repubblica qui a Collodi – dice – insieme alle scuole e ai bambini ha un significato importante, perché proprio qui ha sede una Fondazione che da sempre si dedica al mondo dei ragazzi attraverso progetti finalizzati a contrastare l’analfabetismo e a diffondere la cultura. Il futuro è sempre dei giovani. Avevo 6 anni quando ebbe luogo il referendum che sancì la nascita della Repubblica, ma ricordo bene l’entusiasmo e la gioia di poter realizzare le prime elezioni libere. Di lì a poco la nostra piccola Italia divenne la sesta potenza industriale del Mondo. Ciò che ci ha permesso di crescere in questo modo sono stati la cultura, la scuola e quei valori di parità fra le classi sociali, lavoro e onestà su cui si fonda la nostra Repubblica. Per questo, in questo settantunesimo anniversario della Repubblica, il messaggio che vorremo lanciare è quello di ricordarci di quei valori e di ripartire da quelli per costruire il domani».
Un domani che però a Pescia appare quanto mai incerto. Come l’amministrazione porterà avanti il suo mandato e se ci sono le condizioni per farlo è ancora un gran punto di domanda. «Con gli altri assessori – ci dice Della Felice alla fine delle celebrazioni – ci siamo recati in prefettura per capire cosa prevede la procedura in questi casi. Entro pochi giorni verrà emanato dal prefetto un decreto che stabilirà la sospensione di Giurlani dalla carica di sindaco. A quel punto, come assessore anziano, dovrei essere io a prenderne le funzioni (a meno che Giurlani intanto non decida di dimettersi, e in quel caso il consiglio Comunale si scioglierebbe automaticamente) ma prima dobbiamo capire se c’è, da parte dell’amministrazione, maggioranza e opposizione, la capacità e soprattutto la volontà politica di andare avanti».
Francesca Maltagliati
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