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Indagine nata dall’esposto di un consigliere regionale 

Indagine nata dall’esposto di un consigliere regionale 

Giovanni Donzelli (FdI): «Sul caso ho fatto 25 interventi in aula ma il consiglio non ha mai voluto approfondire le mie denunce e il Pd ha fatto muro di gomma»

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PESCIA. «Io sul caso Giurlani ho fatto 25 interventi in aula, 15 tra interrogazioni e mozioni, ma la Regione non ha mai voluto approfondire le mie denunce e il Partito democratico ha fatto finora muro di gomma».
La conferenza stampa è convocata al volo. La voce che l’ex presidente Uncem, ora vicepresidente Anci, Oreste Giurlani è agli arresti domiciliari con l’accusa di peculato gira da pochi minuti, ma in Regione, a Palazzo del Pegaso, a Firenze, il consigliere di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli è un fiume in piena.
«Anche la commissione di inchiesta un paio di consigli regionali fa me l’hanno bloccata, è stata rimandata dall’aula alla prima commissione perché non ci sarebbe urgenza. Forza Italia e Lega hanno votato a favore, ma mi sorprendo che proprio i Cinque Stelle che fanno battaglie per la legalità non abbiamo sostenuto la mia proposta».
Ora però la commissione passa in secondo piano. Ora Oreste Giurlani dovrà spiegare il suo operato da presidente Uncem direttamente ai magistrati inquirenti. Intanto però Donzelli rimette in fila le accuse pesanti come pietre: «Che fine hanno fatto i 500 euro al giorno per i viaggi durante la gestione Giurlani? Perché non c’è mai stata rendicontazione delle spese? Come mai non risultano i 600.000 euro di contributi Inps per i dipendenti? E decine di ragazzi mai pagati dall’Uncem?».
Domande senza risposta che Donzelli va martellando da due anni e mezzo di fronte al consiglio regionale e all’opinione pubblica. A novembre del 2014 fece addirittura “irruzione” – per così dire – nella sede Uncem di via Cavour, scontrandosi con il diretto interessato. L’ultima irruzione, all’assemblea Uncem del giugno 2016. All’ordine del giorno, l’approvazione del bilancio. Donzelli è arrivato con un volantino in mano e ha raccontato tutte le “malefatte” della gestione Giurlani. «All’assemblea c’erano tutti i sindaci Pd dei comuni montani. Ho raccontato le scorrettezze, ho denunciato la mancanza di trasparenza, ma non è servito a niente. Hanno votato tutti a favore di quel bilancio. Ora anche i sindaci dovrebbero spiegare ai cittadini perché non hanno difeso i soldi pubblici, ora anche loro devono dire perché hanno difeso un compagno di partito che faceva quelle scorrettezze».
E poi un monito: “Attenzione. Oreste Giurlani non è uno qualsiasi. È un politico del Pd ed è ingranaggio centrale nel sistema di potere della sinistra in Toscana».
Samuele Bartolini

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