Il Tirreno

Montecatini

Consorzio di bonifica, cartellino giallo della Regione al direttore  

Luca Signorini
L’assemblea costitutive dei Consorziati Valdinievole al Palacongressi (Foto Nucci)
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L’assemblea costitutive dei Consorziati Valdinievole al Palacongressi (Foto Nucci)

L’assessora Fratoni invita a convocare “senza indugio” l’assemblea chiesta dai contribuenti della Valdinievole tramite una petizione contenente 275 firme

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MONTECATINI. Montecatini. La Regione “bacchetta” il Consorzio di bonifica 4 del Basso Valdarno. “Consorziati Valdinievole-burocrazia 1-0”, è l’ironia del comitato nato un paio di mesi fa dopo che i contribuenti del nostro territorio hanno visto in certi casi raddoppiare la tassa di bonifica.

«Nelle stesse ore in cui venivano consegnate le copie dei documenti d’identità dei sottoscrittori della richiesta di assemblea – richiesta che considerammo illegittima e vessatoria – la Regione Toscana ha inviato al direttore generale del Consorzio di bonifica, Giovanni Bracci, una nota di censura a firma dell’assessore Federica Fratoni, con cui veniva “invitato senza indugio” a convocare l’assemblea richiesta da 275 contribuenti», scrivono i Consorziati.

L’ente consortile aveva infatti congelato la mossa del comitato, in quanto la prima istanza “era carente degli originali delle firme sottoscritte e della copia del documento d’identità di ciascun sottoscrittore” (poi inviate per un totale di 275 firme accompagnate da 144 documenti d’identità). Nella battaglia contro il caro-bollette arriva adesso anche il sostegno di Firenze, che ribadisce le disposizioni dell’articolo 37 (comma 3 e seguenti) dello statuto del Consorzio, secondo il quale “l’unica condizione” per la convocazione di un’assemblea sia una richiesta “sottoscritta da almeno 100 consorziati”.

«Risulta pertanto priva di fondamento normativo – si legge nella lettera firmata dall’assessore toscano all’ambiente, Federica Fratoni – la richiesta da parte del Consorzio degli atti attestanti la costituzione del comitato. L’unica verifica che il Consorzio parrebbe dover fare è l’effettiva qualifica di consorziati dei soggetti sottoscrittori: verifica che potrà effettuare in autonomia, sulla base dei dati in proprio possesso».

Quindi la Regione sollecita l’ente accentrato a Pisa «a procedere senza indugio alla convocazione richiesta, secondo i termini e le modalità individuate dallo statuto». Vale a dire entro 30 giorni dal ricevimento del reclamo.
Esultano i Consorziati Valdinievole: «Un fatto eclatante che fa giustizia e ci ripaga del torto subito consentendoci di continuare ad aver fiducia nelle istituzioni – scrivono – da oggi il contribuente sa di avere uno strumento democratico in più per rapportarsi con il Consorzio; il Consorzio deve acquisire coscienza del fatto che i contribuenti non sono soltanto “sudditi” la cui dignità si spolvera ogni 5 anni per eleggere gli organi, ma sono anche controllori in corso d’opera».

Ora le rimostranze si spostano dai formalismi alla sostanza, con il comitato che nella seduta straordinaria metterà all’ordine del giorno le dimissioni del direttore generale e del presidente (Marco Monaco) del Basso Valdarno. «Chiederemo che il contributo 2016 venga portato in conguaglio con quello del 2017, in modo tale che i contribuenti possano recuperare nel prossimo esercizio quello che hanno pagato in più nell’attuale. Se questa proposta verrà accolta siamo disposti a cessare l’obiezione fiscale dando indicazioni a pagare il contributo 2016, in caso contrario non ci sarà alternativa che il ricorso collettivo», minacciano i Consorziati.

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