Il presidio
Consorziati, raccolti le firme e i documenti di identità
Missione compiuta del comitato dopo che il Consorzio di bonifica aveva respinto la prima richiesta di assemblea
MONTECATINI. «Quando la burocrazia usa il potere e fa la voce grossa, il popolo risponde adeguatamente».
Usano toni trionfalistici i promotori dei Consorziati Valdinievole, il comitato che si batte contro gli aumenti delle bollette per la bonifica del territori della Valdinievole. E lo fanno par annunciare che sono state raccolti 144 documenti di identità delle 275 persone che hanno firmato la richiesta di convocare l’assemblea del Consorzio di bonifica.
«A seguito della richiesta di assemblea, eseguita con procedura Pec in data 20 aprile – ricostruisce Gino Biondi, in una nota inviata a nome dei Consorziati – il direttore generale Bracci del Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno ci aveva risposto comunicandoci la sospensione del procedimento perché la nostra istanza era carente degli originali delle firme sottoscritte e della copia del documento d'identità di ciascun sottoscrittore. Ebbene, anche se fermamente convinti che quanto sopra fosse stato un goffo tentativo di rallentare la nostra marcia verso il ripristino dello “status quo” ante presidente Monaco, siamo riusciti a raccogliere altre sottoscrizioni, per un totale di 275 firme accompagnate da 144 documenti d’identità».
La raccolta dei documenti, racconta Biondi, non è stata facile, «anche perché abbiamo trovato difficoltà a rintracciare coloro che avevano firmato in assemblea. Ma grazie al tam tam sui vari social, e soprattutto ai giornali locali che ci hanno sempre sostenuto, siamo riusciti nell’impresa. Inoltre, il Comune di Montecatini Terme (che ringraziamo), con una delibera votata all’unanimità in consiglio comunale, ci ha affiancato nella battaglia verso questo iniquo aumento della “tassa del Padule”».
«Ora non ci dovrebbero essere altri ostacoli o cavilli burocratici che ci impediranno di confrontarsi a brevissimo in assemblea consortile», dicono i Consorziati. Che auspicano anche che «la politica faccia la propria parte, in particolare i sindaci che sono in assemblea consortile, ponendo fine a questi aumenti spropositati che, ricordiamo, variano dal 30 al 300%».
Infine, il comitato si appella anche alla Regione Toscana «affinché vigili su questi comportamenti un po’ troppo “autoritari” del presidente e del direttore generale, e dia risposta alla nostra richiesta di commissariamento dell’ente a suo tempo inviata al governatore Enrico Rossi».
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