Il presidio
Spostamento della farmacia solo dopo precise garanzie
Consiglio comunale aperto affollato di cittadini di San Baronto. Il sindaco punta su un dispensario che fornisca un servizio adeguato. Scettici i residenti
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LAMPORECCHIO. Non era così affollata da tempo immemore, la sala consiliare del Comune di Lamporecchio. Che non è riuscita neppure a contenerle tutte, quelle quasi cento persone che, nella serata di giovedì, si sono riunite per partecipare al consiglio comunale aperto. Una seduta monotematica, con all’ordine del giorno il trasferimento della farmacia di San Baronto.
Un tema caldo e molto sentito dagli abitanti della frazione collinare, che ha reso l’atmosfera incandescente, con accese contestazioni nei confronti del sindaco Alessio Torrigiani. E numerosi sono stati gli interventi dei cittadini. Che si sono mobilitati con una raccolta firme, a cui hanno aderito oltre 300 firmatari, e anche scrivendo al difensore civico. «Fino a oggi – ha affermato Silvia Torrigiani – la giunta ha dato risposte parziali e poco convincenti. Ma come è possibile che ignori i pareri negativi che l’Asl ha espresso in relazione al trasferimento della farmacia? E soprattutto, a vantaggio di chi va questa operazione? ».
Nessuna novità, sulla questione, da parte dell’amministrazione. Che si è espressa attraverso il gruppo consiliare di maggioranza “Centro sinistra per Lamporecchio insieme” con una mozione, approvata con i soli voti contrari delle opposizioni, a sostegno dell’operato della giunta. «Autorizzeremo – ha detto il primo cittadino – il trasferimento della farmacia solo dopo aver avuto concrete garanzie, da parte della normativa regionale, per l’apertura di un dispensario farmaceutico che garantisca l’erogazione di un servizio adeguato».
«Chi stabilisce – ha chiesto Ivo Torrigiani – l’adeguatezza del servizio? Forse l’amministrazione comunale, che sta privando San Baronto della farmacia, determinando così, come conseguenza per i residenti, un grave indebolimento dei servizi?».
«Stiamo ricercando – ha detto di rimando il primo cittadino – una soluzione in cui il dispensario stagionale eroghi il servizio in maniera continuativa, su tutto l’anno solare».
Ma la risposta non ha convinto tutti e dal pubblico si è levata la protesta. All’attacco anche le opposizioni. «Con questa operazione – ha detto Luigi Lupo dal Fuori del Comune – si va ad alterare il tessuto socio-economico di Lamporecchio. Ma la popolazione è stata tenuta all’oscuro di tutto» . Anche il Movimento 5 Stelle, con i consiglieri Cinzia Benvenuti e Dario Francesconi, ha presentato una mozione, poi bocciata dalla maggioranza. «Siamo di fronte a un tentativo della giunta – hanno concluso – di salvaguardare, a parole, il servizio farmaceutico, creando, in realtà, i presupposti per la chiusura della farmacia di San Baronto» .
Martina Trivigno
Un tema caldo e molto sentito dagli abitanti della frazione collinare, che ha reso l’atmosfera incandescente, con accese contestazioni nei confronti del sindaco Alessio Torrigiani. E numerosi sono stati gli interventi dei cittadini. Che si sono mobilitati con una raccolta firme, a cui hanno aderito oltre 300 firmatari, e anche scrivendo al difensore civico. «Fino a oggi – ha affermato Silvia Torrigiani – la giunta ha dato risposte parziali e poco convincenti. Ma come è possibile che ignori i pareri negativi che l’Asl ha espresso in relazione al trasferimento della farmacia? E soprattutto, a vantaggio di chi va questa operazione? ».
Nessuna novità, sulla questione, da parte dell’amministrazione. Che si è espressa attraverso il gruppo consiliare di maggioranza “Centro sinistra per Lamporecchio insieme” con una mozione, approvata con i soli voti contrari delle opposizioni, a sostegno dell’operato della giunta. «Autorizzeremo – ha detto il primo cittadino – il trasferimento della farmacia solo dopo aver avuto concrete garanzie, da parte della normativa regionale, per l’apertura di un dispensario farmaceutico che garantisca l’erogazione di un servizio adeguato».
«Chi stabilisce – ha chiesto Ivo Torrigiani – l’adeguatezza del servizio? Forse l’amministrazione comunale, che sta privando San Baronto della farmacia, determinando così, come conseguenza per i residenti, un grave indebolimento dei servizi?».
«Stiamo ricercando – ha detto di rimando il primo cittadino – una soluzione in cui il dispensario stagionale eroghi il servizio in maniera continuativa, su tutto l’anno solare».
Ma la risposta non ha convinto tutti e dal pubblico si è levata la protesta. All’attacco anche le opposizioni. «Con questa operazione – ha detto Luigi Lupo dal Fuori del Comune – si va ad alterare il tessuto socio-economico di Lamporecchio. Ma la popolazione è stata tenuta all’oscuro di tutto» . Anche il Movimento 5 Stelle, con i consiglieri Cinzia Benvenuti e Dario Francesconi, ha presentato una mozione, poi bocciata dalla maggioranza. «Siamo di fronte a un tentativo della giunta – hanno concluso – di salvaguardare, a parole, il servizio farmaceutico, creando, in realtà, i presupposti per la chiusura della farmacia di San Baronto» .
Martina Trivigno
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