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Il “dottore” e lo “svizzero” tentano di truffare il prete
Anziano parroco di Larciano vittima del raggiro di due finti benefattori Prendono un acconto ma al momento di ritirare il saldo trovano i carabinieri
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LARCIANO. Un sedicente medico (il “dottor Baldi”), un finto svizzero (ma dall’inconfondibile accento bolognese) e un vero parroco (cappellano di diversi nosocomi toscani, tra cui Empoli, Fucecchio e San Miniato). Sono i protagonisti di una brutta storia fatta di truffatori (i primi due) e di truffati (l’ultraottantenne sacerdote) che, per il momento, ha visto due arresti e la “sparizione” di 5mila euro.
Don Agostino Cecchin, 82enne parroco di Larciano, la mattina di lunedì è stato contattato da un “medico” di Pistoia, presentatosi come “dottor Baldi”, che ha riferito di essere il nipote di un’anziana ricoverata in uno degli ospedali frequentati dal religioso per il suo ministero, che, riconoscente per l’assistenza spirituale ricevuta, desiderava inviargli un assegno di 8.000 euro per attività benefiche.
Il finto dottore ha dato appuntamento al sacerdote nelle vicinanze del vecchio ospedale del Ceppo a Pistoia lo stesso giorno, attorno alle 11,30, dove si sono poi incontrati. Dopo le presentazioni stavano per salire sull’auto del parroco e recarsi dalla inesistente zia per portarle la comunione, quando sono stati avvicinati da uno “straniero”, alla guida di un’auto di grossa cilindrata, una Ds 5, in realtà il complice del “dottore”. Questi, asserendo di essere di nazionalità svizzera, chiedeva loro notizie su un dermatologo pistoiese, amico del padre, al quale doveva donare 80.000 euro per fini benefici. Il “dottor Baldi”, dopo aver millantato conoscenze dovute alla sua professione, è entrato negli uffici della vicina Asl, uscendone con la notizia della morte del dermatologo, avvenuta un paio di settimane prima a Montecatini.
Dopo aver simulato un evidente dispiacere per la notizia, lo “svizzero” ha proposto al parroco di ricevere, al posto del deceduto specialista, la cospicua somma da destinare ad attività benefiche, con l’unica condizione di regolarizzare la donazione mediante un “atto notarile”, ovviamente a cura di un notaio di fiducia del “dottore”, nonché il versamento da parte del beneficiario di una cauzione di 12mila euro che sarebbe stata restituita a donazione avvenuta. L’anziano sacerdote si è quindi accordato per versare un acconto di 5mila euro e dopo essere tornato a Larciano per prelevare la somma dal conto corrente, l’ha consegnata ai due truffatori a Pistoia lo stesso pomeriggio, impegnandosi a saldare il tutto il giorno successivo.
Martedì il religioso, insospettitosi, si è recato alla caserma dei carabinieri di Larciano. In quel momento ha ricevuto una telefonata dal finto dottore il quale voleva accordarsi per la consegna del restante contante. Su suggerimento dei militari il parroco ha preso tempo, riferendo di aver reperito solo altri 3.000, che il truffatore ha accettato di buon grado, accordandosi per la consegna di incontrarlo, insieme al “benefattore svizzero”, nelle adiacenze della piscina comunale di Larciano. Dove, nella tarda mattinata di mercoledì i due complici hanno trovato però ad attenderli, insieme al sacerdote, anche i carabinieri.
I due truffatori, Angelo Ruggeri, 68enne di origini tarantine ma residente in provincia di Bologna, e il complice, Roberto De Felice, 56enne originario e residente nel bolognese, entrambi già conosciuti dalle forze dell’ordine (per un episodio simile erano già stati arrestati nel 2014 a Lucca) avevano però già fatto sparire i 5.000 euro ricevuti. I due si trovano ora in carcere a Prato: il processo è stato rinviato al 22 giugno.
David Meccoli
Don Agostino Cecchin, 82enne parroco di Larciano, la mattina di lunedì è stato contattato da un “medico” di Pistoia, presentatosi come “dottor Baldi”, che ha riferito di essere il nipote di un’anziana ricoverata in uno degli ospedali frequentati dal religioso per il suo ministero, che, riconoscente per l’assistenza spirituale ricevuta, desiderava inviargli un assegno di 8.000 euro per attività benefiche.
Il finto dottore ha dato appuntamento al sacerdote nelle vicinanze del vecchio ospedale del Ceppo a Pistoia lo stesso giorno, attorno alle 11,30, dove si sono poi incontrati. Dopo le presentazioni stavano per salire sull’auto del parroco e recarsi dalla inesistente zia per portarle la comunione, quando sono stati avvicinati da uno “straniero”, alla guida di un’auto di grossa cilindrata, una Ds 5, in realtà il complice del “dottore”. Questi, asserendo di essere di nazionalità svizzera, chiedeva loro notizie su un dermatologo pistoiese, amico del padre, al quale doveva donare 80.000 euro per fini benefici. Il “dottor Baldi”, dopo aver millantato conoscenze dovute alla sua professione, è entrato negli uffici della vicina Asl, uscendone con la notizia della morte del dermatologo, avvenuta un paio di settimane prima a Montecatini.
Dopo aver simulato un evidente dispiacere per la notizia, lo “svizzero” ha proposto al parroco di ricevere, al posto del deceduto specialista, la cospicua somma da destinare ad attività benefiche, con l’unica condizione di regolarizzare la donazione mediante un “atto notarile”, ovviamente a cura di un notaio di fiducia del “dottore”, nonché il versamento da parte del beneficiario di una cauzione di 12mila euro che sarebbe stata restituita a donazione avvenuta. L’anziano sacerdote si è quindi accordato per versare un acconto di 5mila euro e dopo essere tornato a Larciano per prelevare la somma dal conto corrente, l’ha consegnata ai due truffatori a Pistoia lo stesso pomeriggio, impegnandosi a saldare il tutto il giorno successivo.
Martedì il religioso, insospettitosi, si è recato alla caserma dei carabinieri di Larciano. In quel momento ha ricevuto una telefonata dal finto dottore il quale voleva accordarsi per la consegna del restante contante. Su suggerimento dei militari il parroco ha preso tempo, riferendo di aver reperito solo altri 3.000, che il truffatore ha accettato di buon grado, accordandosi per la consegna di incontrarlo, insieme al “benefattore svizzero”, nelle adiacenze della piscina comunale di Larciano. Dove, nella tarda mattinata di mercoledì i due complici hanno trovato però ad attenderli, insieme al sacerdote, anche i carabinieri.
I due truffatori, Angelo Ruggeri, 68enne di origini tarantine ma residente in provincia di Bologna, e il complice, Roberto De Felice, 56enne originario e residente nel bolognese, entrambi già conosciuti dalle forze dell’ordine (per un episodio simile erano già stati arrestati nel 2014 a Lucca) avevano però già fatto sparire i 5.000 euro ricevuti. I due si trovano ora in carcere a Prato: il processo è stato rinviato al 22 giugno.
David Meccoli
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