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Montecatini

Raddoppio della ferrovia Montecatini-Pescia, nessuno se ne occupa più  

Martina Trivigno
Ennio Rucco interviene nel dibattito alla Misericordia (Foto Nucci)
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Ennio Rucco interviene nel dibattito alla Misericordia (Foto Nucci)

Nel dibattito organizzato dal Partito democratico la preoccupazione dei cittadini. A Firenze si parlerà di opere compensative ma non di progettare la sopraelevata

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MONTECATINI. Diventa sempre più un miraggio, a Montecatini, il raddoppio ferroviario. Un argomento discusso e dibattuto, che non riesce proprio a mettere tutti d’accordo. E se n’è parlato ancora, sabato 20 maggio, nei locali della Misericordia, durante l’incontro organizzato dal Pd. Presenti Siliana Biagini e Fabio Gigli, alla guida, insieme ad Andrea Rastelli, del locale Partito democratico; e anche il vicesindaco Ennio Rucco e l’assessore Franco Pazzaglini. Tanti gli interventi che si sono susseguiti nel corso dell’incontro, per cercare di capire qualcosa di più sul tema che, inevitabilmente, ha diviso in due l’opinione pubblica della città.

Ma, per il momento, nessuna novità, riguardo al raddoppio della ferrovia, è in serbo per Montecatini. Che anzi, per ora (e forse per molto tempo ancora) manterrà il binario unico fino a Pescia. «Per la tratta Montecatini - Lucca – ha spiegato Rucco – è stato previsto un investimento di 250 milioni di euro, non sufficiente, però, a realizzare interamente il raddoppio ferroviario fino a Lucca».

Numerosi i problemi sorti in questa tratta del secondo lotto: Montecatini, certo, ma soprattutto Santa Lucia di Uzzano: qui, il raddoppio ferroviario avrebbe significato, infatti, l’abbattimento di una settantina di abitazioni e almeno venti attività commerciali. E giovedì 25 maggio, in Regione, si terrà un incontro con l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, a cui prenderanno parte tutti i Comuni esclusi dal raddoppio ferroviario per presentare le proposte sulle opere compensative. Circa 30-40 milioni di euro, “risparmiati” per il mancato raddoppio tra Montecatini e Pescia, che saranno spalmati sui territori per realizzare interventi. Che, a Montecatini, consisteranno, principalmente, nel miglioramento della viabilità.

Ma se un tavolo tecnico lavorerà sulle opere compensative, tutto tace riguardo a un ulteriore tavolo – che ancora non è stato convocato – che autorizzi appunto lo studio per la sopraelevata. E proprio questo aspetto è stato oggetto di un acceso dibattito. «Rfi – ha detto Marta Gentili del Comitato “Montecatini una sola” – non sta progettando e la Regione non dice niente. Siamo noi cittadini che stiamo elaborando, a nostre spese, un’ipotesi di sopraelevata. Perché nessuno affronta i problemi. Se non agiamo qui ci asfaltano, sotto ogni punto di vista».

Anche il consigliere comunale Massimo Morini ha ribadito la necessità di un progetto tangibile. «Sono due anni e mezzo – ha affermato – che chiediamo di vedere un progetto. Il consiglio comunale si è espresso attraverso due mozioni: una, approvata a maggioranza, a favore della ferrovia sopraelevata; l’altra, all’unanimità, contraria comunque a quella a raso. Ma se non ci danno un progetto, su quale base dobbiamo decidere?".

Infine il consigliere comunale Pietro Rosellini e l’ex assessore Moreno Mencarelli hanno chiesto all’amministrazione una presa di posizione più forte nei confronti della Regione e del Governo. «Non vogliamo – hanno concluso – subire atti che vengono dall’alto. La possibilità di decidere spetta ai cittadini. Qui, invece, stanno palleggiando sulla pelle della gente» .

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