Il presidio
Lista Rinnovamento scopre le sue carte
Nella lettera ai soci della Banca di Pescia e Cascina espone il suo programma per l’elezione nel Cda
PESCIA. Sabato prossimo si svolgerà l’assemblea ordinaria della Banca di Pescia e Cascina. La lista Rinnovamento, ammessa dalla Commissione elettorale alle elezioni per il rinnovo delle cariche sociali, ha deciso di candidarsi per la formazione del nuovo Cda.
«Le motivazioni per le quali si è deciso di presentare la nostra candidatura – spiega la lista in una lettera ai soci – sono sostanzialmente rappresentate dal fatto che la Banca di Pescia e Cascina, non incide sul territorio e sulle necessità della comunità, come dovuto, trattandosi di una banca popolare, mantenendo una politica di “conservazione” e senza dare impulso a una politica di sviluppo».
Ed ecco dunque che nella lettera a firma di Giovanni Giovannelli, Giorgio Raffaelli, Pier Francesco Bernacchi, Alessandro Pellegrini, Fabrizio Sonnoli, Roberto Boschi e Luigi Beccari la lista riporta i programmi secondo i quali intende cambiare la “direzione” della banca. Che vanno dal prestare particolare attenzione al florovivaismo “con una politica rivolta alle realtà esistenti e a quelle che pur avendo ridotto o cessato l’attività abbiano le potenzialità per riprendere un ciclo produttivo”; ad una attività di sostegno al turismo, “in particolare alle realtà esistenti, quali Collodi, la Svizzera pesciatina, la valorizzazione del patrimonio artistico della città di Pescia”. E ancora: dare particolare cura al settore dei “prestiti personali” attraverso la cessione del quinto dello stipendio e del Tfr, “senza trascurare le tematiche relative alla pianificazione patrimoniale e famiglia”. Dare impulso costante alla formazione del personale perché, “anche se il sistema bancario è generalmente computerizzato e sempre più proteso alla informatizzazione, è tutt’ora attuale e fondamentale il contatto diretto e personale con la clientela, specialmente per le Banche di Credito Cooperativo”.
Effettuare un attento monitoraggio delle singole filiali in special modo di recente acquisizione dopo la fusione con la Banca di Cascina, “fusione che è stata operata non con i dovuti e necessari approfondimenti, e questo in particolare anche alla luce della presentazione della proposta di bilancio al 31/12/2016 che prevede una perdita dell’operatività corrente al lordo delle imposte di 3.777. 505 euro”.
Infine: creare una fondazione bancaria di supporto alle innumerevoli associazioni no profit e di volontariato; radicale modifica del regolamento elettorale; procedere con l’apporto delle organizzazione sindacali a uniformare il trattamento economico dei dipendenti delle due realtà bancarie.
«Ci presentiamo, pertanto, all’assemblea ordinaria del 27 Maggio (ore 15,30) – prosegue la lettera rivolta ai soci – per ribadire le motivazioni sopra citate, e se condividi la nostra iniziativa ti chiediamo di partecipare all’assemblea e siglare, sulla lista elettorale, i nostri nominativi. Nel caso dovessimo ricevere il consenso dell’assemblea, e dovessimo essere eletti, riaffermeremo, in sede consiliare, i programmi che ci siamo prefissati, chiedendo fin da ora l’apporto di tutta la compagine sociale, e in particolar modo dei dipendenti».
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