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San Domenico, il nodo stipendi 

San Domenico, il nodo stipendi 

La coop subentrata a maggio anticiperà alle dipendenti parte di quanto dovuto dalla vecchia gestione

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PESCIA. Lavoratrici del San Domenico ancora senza stipendio. Sebbene il consiglio di amministrazione della casa di riposo abbia deciso di revocare la concessione alla cooperativa sociale Polima di Vercelli – dal momento che non avrebbe rispettato le scadenze dei pagamenti di canoni di concessione ed alcuni protocolli di qualità – le lavoratrici devono ancora riscuotere le mensilità di marzo e aprile, oltre alla liquidazione. Dal primo di maggio è subentrata la seconda del bando, la cooperativa sociale Elleuno di Casale Monferrato, che gestirà il San Domenico in concessione per sei mesi: tempo necessario per redigere un nuovo bando con altri criteri di assegnazione. Sia le dipendenti che le associazioni sindacali hanno ravvisato nella cooperativa subentrante un “segno di discontinuità” rispetto alla vecchia gestione, non solo nell’approccio, ma anche nella disponibilità materialmente dimostrata nei confronti delle lavoratrici, cui verrà anticipata una parte degli stipendi negati da Polima. Anche in considerazione del fatto che la vertenza intentata nei confronti di Salvatore Licata, presidente della cooperativa del vercellese ha un costo e a sostenerlo dovranno essere proprio le lavoratrici. «Come Cigl abbiamo denunciato la situazione all’ispettorato del lavoro – fa sapere Sara Simboli della Fp Cigl Pistoia – ma siamo ancora in attesa di una risposta, pertanto siamo grati alla nuova cooperativa, che si è dimostrata solidale accettando la proposta di anticipare buona parte degli stipendi pregressi». La delicata situazione delle dipendenti del San Domenico è stata rappresentata in un’interrogazione del consigliere leghista Oliviero Franceschi, che sarà discussa nel prossimo consiglio comunale. «La scelta della coop Polima fu presentata come la panacea di tutti i mali dal solerte presidente, rivelatasi pochi mesi dopo uno sbaglio da correggere immediatamente – scrive Franceschi – Di qui l’allontanamento della coop in questione e l’ingresso della seconda. Mi nasce un dubbio, ma vi e stata forse una qualche forma di convincimento che ha evitato un contenzioso o vi e stata una forma di compensazione che ha fatto rinunciare le parti a un’azione legale?».
Da mesi Franceschi chiede alla maggioranza che venga costituita una commissione formale di indagine sulla casa di riposo e sui suoi amministratori.
Maria Salerno

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