Il turismo termale? Adesso è in vetta alle previsioni
di David Meccoli
Il settore (con Montecatini in testa) per gli albergatori sarà in grado di aumentare del 29% le prenotazioni
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MONTECATINI. C’è ottimismo per il turismo in primavera-estate nella nostra regione e (ed è qui la sorpresa) chi fiducioso lo è più di tutti ce l’abbiamo in casa: gli albergatori delle località termali.
È quanto è emerso a Firenze nel corso della presentazione dello studio “Toscana 2020”, un documento operativo strategico commissionato dall’assessorato regionale al turismo e da Toscana Promozione.
All’incontro erano presenti i sindaci e gli assessori al turismo di tutte le città coinvolte (e tra questi la “nostra” Alessandra De Paola). È stata illustrata la situazione statistica generale (a livello mondiale e locale), si è parlato dei progetti della Fondazione Sistema Toscana e, soprattutto, è stato presentato il quadro sinottico di una serie di interviste fatte a circa 900 operatori delle varie località turistiche toscane.
Agli albergatori (e non solo) è stato chiesto come è andata la scorsa Pasqua e, sulla base delle prenotazioni già ricevute, come pensano potrà andare la stagione in corso, prendendo come riferimento il periodo aprile-settembre.
Ben il 68 per cento ha risposto che le prenotazioni saranno in crescita o stabili, laddove il 32% ha invece affermato che saranno in diminuzione.
Ed ecco il dato più eclatante: per le Terme gli operatori prevedono un aumento delle prenotazioni del 29%, al primo posto tra tutte le voci che, a seguire, vedono il mare (+20%), i luoghi della cultura (+18%) e la campagna (+10%).
«Il direttore di Toscana Promozione, Alberto Peruzzini – dice l’assessore al turismo Alessandra De Paola – ha esplicitamente parlato di Montecatini quale leva trainante di questo movimento: un riconoscimento che ci ha fatto enormemente piacere».
Nel questionario (10 le domande in tutto) si chiedeva inoltre di “valori”, di “canali commerciali” (la rete e il telefono costituiscono ormai oltre l’80 per cento del mercato) e di prodotti consolidati ed emergenti (tra questi ultimi la via Francigena e i percorsi in bicicletta). «In Toscana – dice l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo – siamo affamati di buoni risultati. E vogliamo trasmettere in maniera sempre più efficace i valori del nostro patrimonio culturale e ambientale a chi ha sete di conoscerli. Per farlo serve un approccio strutturale e un efficace gioco di squadra, un grande progetto industriale per governare un settore, quello turistico, che rappresenta il 10% del Pil regionale e per far conoscere la Toscana, alla cui promozione dedichiamo ogni anno circa 3, 5 milioni di euro».
«Dobbiamo ricercare – dice ancora Ciuoffo – il giusto equilibrio tra la domanda e ciò che il territorio può sopportare, dicendo no a soluzioni di emergenza come il numero chiuso. No ai divieti e sì ai progetti di promozione di tutti i territori, per alleggerire la pressione su ciò che è già ben conosciuto. Insomma, vogliamo far meglio ciò che già facciamo abbastanza bene, passando dalla fase di indagine a quella che prevede di dare struttura alla rete rappresentata dai nostri territori e dalle associazioni di categoria. Se ci fermiamo e non siamo protagonisti del cambiamento, saremo destinati a perdere posizioni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È quanto è emerso a Firenze nel corso della presentazione dello studio “Toscana 2020”, un documento operativo strategico commissionato dall’assessorato regionale al turismo e da Toscana Promozione.
All’incontro erano presenti i sindaci e gli assessori al turismo di tutte le città coinvolte (e tra questi la “nostra” Alessandra De Paola). È stata illustrata la situazione statistica generale (a livello mondiale e locale), si è parlato dei progetti della Fondazione Sistema Toscana e, soprattutto, è stato presentato il quadro sinottico di una serie di interviste fatte a circa 900 operatori delle varie località turistiche toscane.
Agli albergatori (e non solo) è stato chiesto come è andata la scorsa Pasqua e, sulla base delle prenotazioni già ricevute, come pensano potrà andare la stagione in corso, prendendo come riferimento il periodo aprile-settembre.
Ben il 68 per cento ha risposto che le prenotazioni saranno in crescita o stabili, laddove il 32% ha invece affermato che saranno in diminuzione.
Ed ecco il dato più eclatante: per le Terme gli operatori prevedono un aumento delle prenotazioni del 29%, al primo posto tra tutte le voci che, a seguire, vedono il mare (+20%), i luoghi della cultura (+18%) e la campagna (+10%).
«Il direttore di Toscana Promozione, Alberto Peruzzini – dice l’assessore al turismo Alessandra De Paola – ha esplicitamente parlato di Montecatini quale leva trainante di questo movimento: un riconoscimento che ci ha fatto enormemente piacere».
Nel questionario (10 le domande in tutto) si chiedeva inoltre di “valori”, di “canali commerciali” (la rete e il telefono costituiscono ormai oltre l’80 per cento del mercato) e di prodotti consolidati ed emergenti (tra questi ultimi la via Francigena e i percorsi in bicicletta). «In Toscana – dice l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo – siamo affamati di buoni risultati. E vogliamo trasmettere in maniera sempre più efficace i valori del nostro patrimonio culturale e ambientale a chi ha sete di conoscerli. Per farlo serve un approccio strutturale e un efficace gioco di squadra, un grande progetto industriale per governare un settore, quello turistico, che rappresenta il 10% del Pil regionale e per far conoscere la Toscana, alla cui promozione dedichiamo ogni anno circa 3, 5 milioni di euro».
«Dobbiamo ricercare – dice ancora Ciuoffo – il giusto equilibrio tra la domanda e ciò che il territorio può sopportare, dicendo no a soluzioni di emergenza come il numero chiuso. No ai divieti e sì ai progetti di promozione di tutti i territori, per alleggerire la pressione su ciò che è già ben conosciuto. Insomma, vogliamo far meglio ciò che già facciamo abbastanza bene, passando dalla fase di indagine a quella che prevede di dare struttura alla rete rappresentata dai nostri territori e dalle associazioni di categoria. Se ci fermiamo e non siamo protagonisti del cambiamento, saremo destinati a perdere posizioni».
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